Gli Ad Omega sono una band italiana di recente formazione, dietro la quale si cela la mente del mastermind Noktvrnal. Nel breve volgere di un annetto il gruppo ha fatto uscire l’ep di debutto “Luciferian Climax” ed il successore “Golden Age In Blasphemy”, due lavori indubbiamente legati alla tradizione ma al tempo stesso caratterizzati da un songwriting piuttosto personale, che lascia intravedere ulteriori possibilità di crescita ed evoluzione. Andiamo quindi a scoprire meglio, direttamente attraverso le parole di Noktvrnal e dei colleghi di nefandezze Vindur e Sathres, l’universo degli Ad Omega…

Salve a tutti, benvenuti all’inferno. Oggi andrò a svolgere una chiacchierata con una delle migliori band possedute dal demonio ormai fuori controllo: loro sono i luciferini Ad Omega. Quindi parlateci di questa perla chiamata “Golden Age In Blasphemy”. Dentro queste composizioni, il concetto blasfemia e distruzione per sradicare una finta religione: quanto siete riusciti nel vostro cammino a radere al suolo questo credo?

Noktvrnal: Grazie infinite al Cattivo Maestro Alan e a Blackmetalistkrieg per questa intervista! Questo “credo” è duro a morire, è radicato nelle menti e nelle coscienze degli individui da millenni…Pensare di raderlo al suolo facendo musica è un po’ presuntuoso, oltre che infantile. Quello che si può fare attraverso la musica e l’arte in generale è cercare di incentivare cambiamenti negli individui. Tante rivoluzioni individuali portano inevitabilmente a stravolgimenti collettivi! Di certo Ad Omega dice la sua, e chi fa parte di questo progetto agisce secondo un’etica che fuoriesce dalla morale ridicola e vessatoria del cristianesimo. Con i primi due ep abbiamo voluto subito rendere chiaro che siamo schierati con le Orde Nere dell’anticristianesimo… “Golden Age In Blasphemy” significa proprio questo: un futuro migliore non può prescindere dalla distruzione della fede cristiana, con tutto ciò che di culturale e “ideologico” ne consegue.

Il concetto lirico è richiamato dal titolo dell’ep…è come se fosse una battaglia intrapresa contro questa dottrina pregna di menzogne, di veri e propri lavaggi del cervello… Voi come siete riusciti a rendere questa release così malefica attraverso i vostri strumenti?

Noktvrnal: Ad Omega è un progetto black metal, quindi facciamo questo genere al massimo delle nostre capacità e mettendoci tutto l’impegno possibile. Il black metal è un’avanguardia culturale a tutto tondo, non si tratta solo di musica…è un vero e proprio culto, e spero che diventi sempre più forte e diffuso, tanto da essere un problema concreto per la dittatura cristiano-cattolica. Sono felice, quindi, di sentirti parlare così bene del lavoro che abbiamo svolto fino ad oggi. Siamo riusciti a rendere la nostra musica così malefica grazie all’impegno estremo e alla devozione totale alla fiamma nera!

Ora mettiamo a confronto le due produzioni. L’ep del 2019 “Luciferian Climax” e appunto il nuovo rilascio nominato poc’anzi “Golden Age In Blasphemy”… che tipo di aria si respirava nello studio di registrazione tra queste due release? E mi vien da chiederti com’è stata svolta la strutturazione compositiva, oltre alla vostra crescita come musicisti, com’è stato cambiato l’approccio durante le due registrazioni?

Noktvrnal: Tra i due ep c’è un intervallo di tempo abbastanza limitato. Tuttavia, almeno secondo me, è già evidente una crescita significativa: sia chiaro che considero “Luciferian Climax” un bell’esordio… soprattutto nella traccia “Requiem For The Collapse Of Universe” è palese che stavamo cercando qualcosa di più “sofisticato” rispetto alle altre due tracce che compongono questa prima uscita. Ma già dopo poco tempo abbiamo capito cosa c’era da migliorare e cosa andava scartato definitivamente. Il risultato di questa riflessione è “Golden Age In Blasphemy”, una release più matura e incisiva. L’approccio, a livello compositivo, è stato senza dubbio più ragionato e approfondito.

Il vostro black metal è furioso ma anche sofisticato, e andrei a scomodare anche la parola eleganza. Come siete riusciti ad avere quest’amalgama così perverso per poi sputare una miscela velenosa?

Vindur: Credo sia maturità frutto di diversi anni di esperienza nel metal estremo e non solo. Ma soprattutto continuo impegno per migliorarsi nel trasmettere in modo più chiaro e incisivo la nostra idea di black metal.

Sathres: Sicuramente questo stile “elegante”, come lo hai definito tu, proviene soprattutto da anni e anni di ascolti, che, almeno secondo me, sono quelli che fanno la differenza in fase di composizione e arrangiamento di un brano. Gioca anche il fatto che tutti noi proveniamo da e abbiamo suonato anche generi diversi di metal: io, ad esempio, ho suonato in band thrash-black e death metal, e questo ha influito moltissimo su quello che è oggi il mio songwriting.Sicuramente nel nuovo capitolo di Ad Omega troverete quelle stesse finezze che hanno caratterizzato “Golden Age In Blasphemy.

Omega è l’ultima lettera dell’alfabeto greco e significa la fine, la morte. Invece la parola Ad cosa sta a significare? C’è qualche messaggio subliminale nascosto? Chiedo questo perché ha vari significati…

Noktvrnal: Ad Omega significa quello che è facile intuire, ovvero indica l’inesorabile cammino fino alla morte… non ci sono messaggi subliminali. È stato scelto da me ed è legato a un momento personale molto delicato, per cui non è mia intenzione chiarire ulteriormente da questo punto di vista.

Ora spostiamo la chiacchierata proprio su quello che sta bollendo nel calderone Ad Omega, con cambiamenti di line up e la lavorazione di nuovo materiale… potete svelarci qualcosa a riguardo? Cosa si devono aspettare i vostri fan con il nuovo capitolo?

Noktvrnal: Innanzi tutto non stiamo lavorando solo all’album, ma spero di poter annunciare quanto prima una release che anticiperà il full length di alcuni mesi… soprattutto in quest’ultimo, però, stiamo lavorando per alzare ulteriormente l’asticella a livello stilistico e compositivo. Il cambio di line up ha portato nuova linfa, e sono fiero di fare musica con Sathres e Vindur. Lunga vita!

Vindur: Stiamo lavorando bene. Sfodereremo un arsenale di tracce inedite da farvi sanguinare le orecchie.

Sathres: Personalmente mi piacerebbe che il lavoro sia un po’ più veloce, ma siamo soprattutto persone che hanno dei lavori e non è mai facile conciliare il lavoro e la band. Comunque al momento abbiamo già 4-5 pezzi nuovi che devono solo essere finiti di arrangiare!

Uno strumento come la tastiera quanto sarà importante per le future composizioni? Oppure si sta pensando di riversare il tutto su un pianoforte per rendere il sound tra il morboso e l’ipnotico?

Noktvrnal: Le tastiere sono un mezzo come un altro: non mi sento obbligato a usarle. Se in un pezzo migliorano la situazione ok, ma se sono solo un ingombro, allora è meglio la traccia senza tastiera. Per il pianoforte ho un debole, credo che si intuisce ascoltando i primi due ep: è uno strumento che viene utilizzato in alcune tracce. Di certo sarà presente anche in futuro!

Sathres: Io penso che se inserire uno strumento aiuta ad abbellire una canzone, perché non inserirlo? Ovviamente nel nostro genere sono molto dosate perché non siamo una band symphonic black. I synth sono inseriti, come dicevo prima, il giusto: quanto basta per arricchire ed abbellire le nostre composizioni.

Vindur: Ogni strumento sarà calibrato nel modo giusto. La tastiera avrà una discreta importanza nel dare enfasi in alcuni passaggi.

E ora chiudiamo l’intervista col parlare dell’artwork estremamente bello e di grande efficacia del vostro ultimo ep. Mi sembra più che doveroso spendere delle parole in merito sulla talentuosa Silent Wood… Grazie dell’intervista, Lucifero vi protegga.

Noktvrnal: Silent Wood di Silvia De Rosa si è occupata della cover di “Golden Age In Blasphemy”. Non solo: ha curato l’intero booklet. Siamo molto soddisfatti del lavoro perché ha restituito il giusto impatto visivo all’ep, tanto che è difficile scindere la musica dall’immagine… è quello che succede per gli album in cui la cover è più che mai azzeccata! Tra l’altro devo dire che sono sempre molto attento all’aspetto estetico e all’impatto che le immagini in copertina hanno nel mio immaginario, e non è per niente facile accontentarmi da questo punto di vista! Grazie ancora a Voi per lo spazio dedicatoci…SATANA È LIBERTA’! 666!