Suicide Circle – Demo MMXX

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Siete soddisfatti delle vostre vite? Tutti i vostri progetti si stanno realizzando? Avete trovato l’amore? Non fatevi illusioni, andrà comunque tutto male e ci sono qui i francesi Suicide Circle a ricordarcelo con questa loro opera di debutto, che dipinge un piccolo affresco a tinte fosche dello schifo che ci circonda. I Suicide Circle, benchè all’esordio, non sono di certo gli ultimi arrivati. La band infatti è un duo formato niente meno che da Rats (Morguiliath, Dharnurgh) alla batteria e Meyhnach (Mütiilation, Hell Militia) alla chitarra e alla voce, due personaggi che non necessitano di particolari presentazioni, soprattutto il secondo, che proprio con i Mütiilation ha scritto pagine importanti del black metal transalpino (e non solo). Questo loro dischetto d’esordio, intitolato semplicemente “Demo MMXX”, esce in edizione decisamente limitata per la connazionale Osmose Productions, altra realtà sicuramente nota agli appassionati, trattandosi di una delle etichette underground black più attive degli ultimi decenni ed alla quale si deve la stampa di molti capolavori (anche se ultimamente sembra avere un po’ perso lo smalto dei tempi migliori). Sembrano quindi esserci tutti i presupposti per un’uscita potenzialmente di culto, anche se certamente questo lavoro non passerà alla storia come esempio di originalità. “Demo MMXX” contiene infatti quattro canzoni di black metal ruvido e minimale, costruito su strutture ossessive e molto lineari, che tende a privilegiare i tempi cadenzati e rallentati e ad esaltare un’attitudine di fondo che si potrebbe definire depressiva.

Non credo che si possa parlare in questo caso di depressive black metal tout court, anche se i richiami a questo genere, nella sua versione più essenziale e meno raffinata, e in particolare a gruppi come primi Hypothermia e Abyssic Hate, sono piuttosto evidenti, e una canzone come l’opener “From The Void Of Their Mind” è lì a dimostrarlo. Un riffing scarno ed asciutto è accompagnato da una batteria essenziale, che detta i tempi di questa allegra passeggiata nichilista, modulando efficacemente le velocità, senza disdegnare il più classico dei blast beat (ad esempio in “Prophet Of Doomsday”, il pezzo migliore del lotto, insieme alla citata opener). Il cantato di Meyhnach è estremamente disperato, lacerante e carico di rancore, abbastanza lontano dallo screaming feroce dei suoi esordi e più simile invece al timbro vocale utilizzato nelle ultime prove dei Mütiilation (“Rattenkönig” e “Sorrow Galaxies”) o nel suo album solista, “Non Omnis Moriar”, del 2017. Il tutto incorniciato da una registrazione priva di fronzoli ma per nulla approssimativa, anzi direi nitida e sufficientemente potente ma comunque in linea con la proposta della band, che nel suo insieme resta assolutamente grezza. Questa demo è un gustoso antipasto di quello che potrebbe essere un lavoro sulla lunga distanza e mette in chiaro le coordinate stilistiche di questa nuova creatura: gli amanti del black metal più freddo, secco e cadenzato potrebbero tranquillamente dargli un ascolto.