Arkhon Infaustus – In Sperma Infernum

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Degli Arkhon Infaustus, specie agli esordi, mi hanno sempre colpito la delicatezza e la sobrietà, evidenti fin dalla copertina malandrina di questo “In Sperma Infernum”, ep di debutto della band transalpina capitanata da DK Deviant (impegnato anche in Bekhira e Osculum Infame), della quale ci siamo già occupati su queste pagine virtuali, originariamente pubblicato nel 1999 dall’inglese Mordgrimm e ristampato nel corso del 2021 dalla francese Impure Wedding Productions. E basta dare un’occhiata al testo, elegante e poetico, di “The Black Succubus Whores” per rendersi conto di quanto ho appena detto: “Satan, my lord! Raping sluts with all your might / Satan, my lord! Desecrate the virgins cunt / Satan, my lord! Possess me with demons of might / Satan, my lord! Vomit cum from my cock”. Puro stilnovismo, l’ideale accompagnamento musicale per una serata romantica con la ragazza dei vostri sogni.

La canzone in questione peraltro finirà sull’album d’esordio dell’ensemble parigino, quel “Hell Injection” che resta ancora oggi (e probabilmente resterà) uno dei dischi più morbosi e bestiali nella storia del nostro genere preferito, almeno a parere di chi scrive, seguito a ruota da “Filth Catalyst”, che però aveva perso in parte quella carica naïf tipica di chi compone con la clava. Poi il gruppo, con album come “Perdition Insanabilis” e soprattutto “Orthodoxyn”, ha virato su sonorità più chirurgiche, levigando ed arricchendo strutture ed arrangiamenti, pur senza lesinare ferocia ed aggressività, e proponendo liriche di stampo più “filosofico”.

Qui tuttavia siamo ancora all’antipasto del primo full length e ci troviamo quindi in pieno nel momento più selvaggio della produzione discografica dei nostri eroi, in quel magmatico e barbarico furore di war, black e death metal, con testi a base di blasfemia, droghe, perversioni sessuali e depravazioni di varia natura. In questo marasma non regna però la cacofonia: gli strumenti si possono distinguere e i pezzi sono costruiti in maniera tutt’altro che approssimativa; allo stesso modo sono percepibili le influenze stilistiche che ai tempi la band impastava per trarne il suo malefico rituale e che vanno dal death americano (primi Deicide e Morbid Angel su tutti) al war metal di scuola canadese (Revenge, Conqueror, Weapon e tutta l’allegra compagnia), passando per il blackened death metal alla Angelcorpse, Belphegor e simili e per le consuete nefandezze black metal. All’inizio del nuovo millennio questa era roba fighissima: velocità assassina ma anche rallentamenti sulfurei e pesantissimi, assoli schizofrenici, screaming e growling che si sovrappongono e si sovrastano l’un l’altro, aggressività da bolgia infernale e frenetica follia. Insomma, avete capito.

Certo gli Arkhon Infaustus non erano originali in termini assoluti ma contribuirono a portare la violenza ad un livello superiore, diventando la punta di diamante di una piccola cricca di pazzi francesi (tipo Antaeus, Vorkreist ed altri) che facevano della devastazione assoluta il loro credo. Un ep caotico e spietato che gli amanti di questo genere di sonorità potrebbero recuperare, anche per collezionismo. Se disgraziatamente ancora non conoscete gli Arkhon Infaustus, il mio consiglio è però quello di iniziare con “Hell Injection”: in questo modo andrete sul sicuro e la ragazza che desiderate cadrà ai vostri piedi.

REVIEW OVERVIEW
Voto
70 %
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TRACKLIST <br> 1. Invocation Of The War God; 2. Machiavellian Knights; 3. Excelse Domini Inferi; 4. The Black Succubus Whores <br> DURATA: 20 min. <br> ETICHETTA: Impure Wedding Productions <br> ANNO: 2021 arkhon-infaustus-in-sperma-infernum