Kły – Cienie

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Sulla piazza dall’ormai lontano 1997, i Kły appartengono a quella cerchia di gruppi polacchi che cercano di interpretare il black metal unendo ad un’impostazione tradizionale un sound più moderno e suggestioni avant-garde di varia natura e più o meno marcate, che possono andare dal post-metal a soluzioni progressive diversamente declinate, un po’ come fanno, ciascuno a modo loro, i connazionali Furia, Profeci, Non Opus Dei e Gorycz, tra gli altri. Chiarito a grandi linee quale sia il recinto stilistico dentro al quale si muovono i nostri eroi, bisogna necessariamente precisare che la band in questione nel corso degli anni ha gradualmente inserito nella propria proposta elementi via via sempre più estranei e distanti rispetto al nocciolo originariamente black del progetto, andando ad inglobare, soprattutto a partire dal precedente album “Chen”, influenze riconducibili a certa coldwave sempre più marcate e decise.

Considerato che quest’ultimo lavoro è stato pubblicato solo tre mesi fa circa, si può supporre che questo nuovo “Cienie” sia stato concepito contemporaneamente o subito dopo, e infatti rappresenta la logica continuazione di quel percorso stilistico, mettendo in evidenza un approccio ancora più avanguardistico e sperimentale in senso lato. L’elemento black è ancora presente nei suoi tratti più tipici e riconoscibili, peraltro ben evidenziati da una registrazione potente ed aggressiva, ma ci sono ampie divagazioni dove il suono pulito e melodico delle chitarre prende il sopravvento, circondando l’ascoltatore con una coperta emozionale tra il suadente e il nostalgico. Nell’economia generale del disco ha un’importanza non secondaria anche l’uso del synth, che smussa alcuni passaggi più spigolosi e li armonizza con il mood splenico e decadente che domina l’album, nel quale si inseriscono con naturalezza anche i brevi ma non scontati interludi acustici. “Cienie” è un disco abbastanza complesso ma al tempo stesso avvolgente, fatto di pieni e vuoti: non rifugge completamente la violenza espressiva, che spesso si manifesta in crescendo nella parte finale dei vari pezzi, ma preferisce concentrarsi sulla creazione di un certo tipo di atmosfera. Perché il black metal può assumere molte forme e, tra queste, anche quella malinconica di un marcescente paesaggio autunnale.