FINNTROLL + SKÁLMÖLD + BRYMIR 26/11/2022 LEGEND CLUB MILANO

0
238

Il Legend Club di Milano, per l’occasione pieno come un uovo, ci propone un concerto all’insegna delle sonorità più epiche e folk, variamente declinate, per scaldare una fredda serata autunnale, con tre gruppi che affrontano un tour che li sta portando in giro per l’Europa con buon riscontro di pubblico. Purtroppo, a causa del traffico della grande metropoli e della difficoltà di trovare un parcheggio nelle vicinanze senza necessariamente doversi arrampicare su qualche marciapiede, ci perdiamo buona parte della performance dei Brymir, band finlandese posta in apertura, fautrice di un death melodico dai risvolti pagan e vagamente sinfonici, che da poco ha pubblicato l’ultima fatica discografica, “Voices In The Sky”. Da quel poco che siamo riusciti a sentire, l’impressione è quella di una band compatta e quadrata, che propone un sound granitico e soddisfa il pubblico, già presente in gran numero. Non manca un siparietto del singer in riferimento alle parole italiane più conosciute all’estero, ovvero “pizza”, “spaghetti” e “vaffanculo” (ovviamente).

Il tempo di rifocillarsi con la classica salamella (imprescindibile) ed è subito la volta degli islandesi Skálmöld, che per il sottoscritto risulteranno la vera sorpresa positiva della serata. La band, pur non avendo un nuovo album da promuovere (l’ultima fatica, “Sorgir” risale al 2018), dimostra di essere in gran forma e gode di suoni potenti ed equilibrati, sicuramente i migliori della serata. Il sestetto di Reykjavik snocciola il proprio repertorio pescando un po’ da tutta la propria discografia in una sorta di “best of” decisamente coinvolgente. Come coinvolgente è la performance del gruppo, a proprio agio nel proporre live le proprie sonorità heavy/viking/folk, alternando momenti rabbiosi ad altri più riflessivi e sognanti, con tutti i membri che sul palco riescono ad avere il loro momento di gloria, sia esso un assolo melodico, un arpeggio, uno stacco di tastiera o un coro in clean vocals, come accade ad esempio nel caso dell’epica e dolente “Narfi”, dal retrogusto quasi alla Ulver.

Il pubblico risponde bene agli incitamenti della band (in particolare il bassista dalla lunga barba Snæbjörn Ragnarsson fa dividere la platea in due gruppi per poi farli scatenare nel pogo), fino all’apoteosi finale con le epicissime cavalcate “Að Vetri” e “Kvaðning”, che evidenziano sia la tecnica esecutiva della band sia le influenze maideniane del songwriting. Un concerto assolutamente soddisfacente.

Setlist:

Gleipnir

Brúnin

Narfi

Mara

Miðgarðsormur

Niflheimur

Móri

Niðavellir

Að Vetri

Kvaðning

È quindi la volta dei Finntroll e tutto si fa più oscuro. Gli headliner, fuori con il nuovo (insomma, risale ormai al 2020) “Vredesvävd”, da cui vengono estratti ben quattro pezzi, sono in formazione rimaneggiata perché manca lo storico chitarrista Trollhorn, sostituito in questo caso dal chitarrista degli Skálmöld Árni Baldvinsson (doppio lavoro per lui), al quale vengono applicate le ormai tradizionali orecchie appuntite da troll, classico stilema live della band finlandese.

Ho avuto occasione di vederli diverse volte ed hanno sempre alternato esibizioni più festose ad altre più incazzate, dando così espressione alla duplice natura della loro musica, che mescola sfuriate black a massicce dosi di folk. Stasera mi sono sembrati più incazzati, come testimoniano il caprone attaccato all’asta del microfono (che in realtà sembra quello dello scettro di Skeletor) e l’approccio molto black oriented, con suoni decisamente impastati e confusionari, cosa che impedisce di apprezzare appieno le linee di tastiera e quelle di chitarra, che sono un po’ le colonne portanti della musica dei Finntroll.

Ma poco importa perché quando partono i classiconi come “Människopesten”, “Solsagan”, “Trollhammaren” o “Jaktens Tid” il pubblico si diverte e partecipa alla grande, ballando, cantando, facendo “oooohhhh-oooohhhh” e scatenandosi in un pogo a tratti davvero furioso. Peccato che dell’ottimo “Blodsvept”, che personalmente considero il loro miglior album, insieme a “Nattfödd”, vengano proposte solo due canzoni, tra cui però la conclusiva “Midvinterdraken” che, con le sue tastiere fiabesche, pone degnamente termine ad una performance della quale in fin dei conti non c’è da lamentarsi.

Il blackened folk metal dei Finntroll dal vivo riesce ancora ad essere piacevole e coinvolgente e tutti se ne vanno sudati e contenti.

PS. Le foto sono assolutamente artigianali, in accordo con la natura underground dell’evento.

Setlist:

Att Döda Med En Sten

Nedgång

Ylaren

Människopesten

Den Frusna Munnen

Solsagan

Svartberg

Slaget Vid Blodsälv

Fiskarens Fiende

Ormfolk

Nattfödd

Trollhammaren

Skogdotter

Mask

————-

Under Bergets Rot

Jaktens Tid

Midvinterdraken