Djevel – Naa Skrider Natten Sort

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I Djevel ci hanno preso gusto e inanellano l’ottavo full length in tredici anni di onorata carriera. Dall’avvicendamento dietro al microfono tra Mannevond  e Kvitrim sono passati circa due anni e la direzione della band pare si stia delineando sempre di più, complice il nuovo lavoro “Naa Skrider Natten Sort” che, oltre essere la seconda parte della trilogia sulla notte iniziata con il precedente “Tanker Som Rir Natten”, fa emergere ancora più prepotentemente gli elementi che caratterizzano questo nuovo percorso, più ipnotico ed epico rispetto al passato, senza necessariamente perdere di impatto e raggiungendo alti livelli tecnici e compositivi. Questo disco è il naturale prosieguo del precedente, sia tematicamente che stilisticamente, anche se in questo caso si cerca di snellire un minimo le composizioni, che in “Tanker Som Rir Natten” risultavano spesso troppo lunghe (una media di quasi dodici minuti a brano), ma senza perdere d’occhio la complessità, con una quantità infinita di cambi tempo e atmosfere che, a lungo andare, rischia di essere ostica pure per le orecchie più allenate. Rispetto al passato la band interpreta sicuramente il black metal in modo più riflessivo, regalandoci ora dischi più cervellotici, che non possono essere giudicati dopo pochi ascolti ma richiedono tempo e concentrazione.

L’introduzione a questo secondo capitolo dell’era Kvitrim è affidata a “Naar Taaken Tetner” che paradossalmente risulta il pezzo più lungo del disco, snodandosi tra mid tempos e accelerate improvvise, sino a toccare tempi più consoni al doom, con break atmosferici perfettamente inseriti nel contesto. Tuttavia viene molto difficile evitare il tasto skip durante il quarto d’ora scarso di durata del brano ma per fortuna la seguente “Kronet Av En Væpnet Haand” ci riporta su lidi più classicamente black, con una tempesta di blast e violenza di rara cattiveria che, seppur non esente da rallentamenti, break atmosferici e tutti gli ingredienti tipici di casa Djevel, scorre senza intoppi, complice la durata più contenuta. È poi la volta della title track, altra suite del disco, di undici minuti (dei quali i primi tre di intro cadenzata non fanno altro che annoiare, col rischio che l’ascoltatore medio passi prepotentemente avanti), che poi irrompe con rabbia e ferocia, trasportandoci in meandri oscuri più fruibili, grazie a un riff memorabile e all’ottimo lavoro dietro le pelli di Faust, che in album come questo trova la sua ideale dimensione tecnica. Da qui in poi sembra che il disco prenda una piega diversa, soprattutto grazie a “Mitt Tempel Av Stierner Og Brennende Maaner”, autentica perla che esalta le atmosfere eteree grazie alle clean vocals di Ciekals e ha l’andamento di una cavalcata trionfale, sino al consueto break atmosferico, in questo caso realmente funzionale al brano.

“I Daudens Dimme Natt” percorre gli stessi schemi sin qui delineati, mentre “Afgrundsferd” risulta il pezzo più facilmente assimilabile, per poi cedere passo alla sognante e conclusiva “Her Visner Hver En Krans”, eroico finale di un disco tormentato. I Djevel del 2022 sono una band di livello superiore rispetto al panorama underground medio e lo dimostrano pure oggi, anche se la maniacale complessità, spesso fine a sé stessa, e la lunghezza dei brani non aiutano. L’ossessione nel ricercare atmosfere sinistre veicolate dai synth e continui break inficia lo scorrere di un disco già complesso e ostico di suo, complice anche una produzione soffocata, con le chitarre che non riescono mai a esprimere la loro potenza e melodia, relegate al ruolo di comprimarie. Diversamente avremmo avuto a che fare con una delle uscite dell’anno. Sicuramente una buona continuazione del precedente lavoro, ma siamo lontani dall’imponenza di “Blant Svarte Graner” o “Ormer Til Armer, Maane Til Hode”. Dilatati.

REVIEW OVERVIEW
Voto
73 %
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djevel-naa-skrider-natten-sortTRACKLIST <br> 1. Naar Taaken Tetner; 2. Kronet Av En Væpnet Haand; 3. Naa Skrider Natten Sort; 4. Mitt Tempel Av Stierner Og Brennende Maaner; 5. I Daudens Dimme Natt; 6. Afgrundsferd; 7. Her Visner Hver En Krans <br> DURATA: 60 min. <br> ETICHETTA: Aftermath Music <br> ANNO: 2022