Xpus – Sepulchrum Christi

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L’Italia continua in maniera costante a regalarci uscite interessanti sul versante del black/death metal più morboso e ispirato alla vecchia scuola, quella a cavallo tra fine anni ottanta e primi anni novanta. Ci pensano i lombardi Xpus (potete leggere qui l’intervista che abbiamo realizzato con il cantante e bassista Aren, dove ci viene spiegato, tra le altre cose, il significato del colore verde che domina la copertina) a darci una carica di violenza senza fronzoli, che a mio giudizio ha pochi uguali nel panorama italiano, con questo “Sepulchrum Christi”, loro terza fatica sulla lunga distanza in circa otto anni di carriera. La breve intro ci trasporta immediatamente in un’atmosfera cupa e infernale ma anche cinematografica, degna di una pellicola horror, e costituisce il giusto preludio al caos sonoro in cui presto saremo risucchiati. La formula adottata dalla band è assai efficace anche se in fin dei conti semplice e assolutamente nota: chitarroni pesanti, basso pulsante, batteria martellante e voce a metà strada tra l’urlante e il gutturale danno corpo al classico scompiglio brutale, con cascate di blast beats che si susseguono senza apparente tregua. Il tutto per rendere completamente inutili i nostri neuroni prima funzionanti.

In particolare è da sottolineare l’uso del basso, fondamentale per dare la necessaria profondità e ferocia al suono, elemento che caratterizza tutto il disco. La band riesce a esprimersi in maniera convincente anche quando decide di smorzare leggermente l’aggressività e si concentra su rallentamenti soffocanti e quasi doomy che, da un lato, esaltano il piglio sulfureo dei brani e, dall’altro, mettono in evidenza apprezzabili sfumature nel songwriting, frutto della continua crescita compositiva del gruppo italiano. Dalla fusione di questi elementi nascono canzoni schiacciasassi, groovy e brutalmente coinvolgenti, tra le quali citerei soprattutto l’opener “Into The Scorching Passage” e “I Am” come esempi del buon livello qualitativo del disco. Se dovessi citare dei grossi nomi che probabilmente rappresentano una fonte di ispirazione per gli Xpus, direi sicuramente Incantantion, Morbid Angel, Suffocation e Immolation, e in generale la scuola death classica americana, quindi la crema della tortura musicale in salsa metal.

La produzione, pur rispettando i canoni dell’underground, non è mai piatta o banale ma sempre sopra le righe, una colata di lava che ricopre un tessuto musicale già di per sé letale. Tirando le somme “Sepulchrum Christi” è consigliato senza riserve a tutti gli amanti del black/death metal vecchia scuola (forse sarebbe più corretto parlare di blackened death metal, visto che l’elemento death sembra essere preponderante, ma si tratta di dettagli). Un viaggio tormentato e pregno di malessere interiore.

REVIEW OVERVIEW
Voto
71 %
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xpus-sepulchrum-christiTRACKLIST <br> 1. Intro; 2. Into The Scorching Passage; 3. Idyllic Eternity Awaits; 4. I Am; 5. The Forsaken; 6. Great Worm Of The Third Circle; 7. Virgin's Cry; 8. Trumpets Of The Apocalypse; 9. Guardian Of The Golden Verb; 10. Outro <br> DURATA: 43 min. <br> ETICHETTA: Kvlt Und Kaos Productions <br> ANNO: 2023