Profanation – Skull Crushing Violence

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Want 666% ARRRGGGHHH?!? Profanation give it to you with “Skull Crushing Violence”!”, così si presenta questo ep e ovviamente io non ho saputo resistere. E specialmente dopo aver dato un’occhiata alla copertina, con tanto di logo assolutamente illeggibile, non ho potuto fare altro che premere il tasto play, e credo proprio che chiunque avrebbe fatto lo stesso, anche solo per la curiosità di immergersi nell’ascolto di questa nefandezza sonora. Provenienti dalla sempre fiorente scena death metal transalpina (anche se parlare solo ed esclusivamente di death metal nel loro caso mi sembra riduttivo o quanto meno impreciso), i Profanation sono una band all’esordio ma annoverano tra le loro fila, come accade di sovente, musicisti già ampiamente rodati in ambito underground e impegnati in altre realtà (cosa che, com’è ovvio, non è necessariamente sinonimo di qualità). Nello specifico, oltre al batterista Sinistre, abbiamo infatti il chitarrista Kev Desecrator, vecchia conoscenza in Venefixion e Deströyer 666, il cantante Profane Alex, anche lui nei Venefixion, e l’altro chitarrista A.M., in forza ai blacksters Regarde Les Hommes Tomber. Questo loro lavoro di debutto esce per l’onnipresente Iron Bonehead Productions, anche se in realtà si tratta della ristampa su cd e vinile dell’ep già pubblicato in maniera indipendente dai nostri amici lo scorso anno, e come per magia ci riporta indietro nel tempo, a cavallo tra anni ottanta e novanta, quando la scena metal estrema era tutta un calderone ribollente e magmatico dove gli stili e le influenze si mescolavano senza farsi troppe pippe mentali su generi e sottogeneri di varia natura, che non erano stati ancora canonizzati, e sicuramente non come siamo abituati a conoscerli oggi. Ed è una vera goduria ultraviolenta, in tutto e per tutto vintage.

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Circa venti minuti di death metal old school, lontano veramente anni luce da alcune contemporanee derive intellettualistiche del genere, sulla scia di gente come Necrovore e Autopsy, con una discreta dose di influenze grind alla Terrorizer e una spruzzata di black metal delle origini (nel senso in cui si poteva parlare di black metal con riferimento ad un disco come “Deathcrush” dei Mayhem). Tutto qui, compresa ovviamente la registrazione estremamente artigianale e polverosa, suona retrò ed è avvolto da un’aura necrotica e cimiteriale che rende decisamente gustosi brani di per sé alquanto semplici ed immediati, costruiti come sono su una manciata di riff elementari ma dannatamente efficaci e sull’alternanza da spalate di d-beats e sfuriate blast molto classiche, con qualche opportuno e soffocante rallentamento.

Considerata la brevità del lavoro potrebbe anche essere inutile citare un pezzo a discapito di un altro ma l’opener e autocelebrativa “Profanation” e la title track posta in conclusione sono a mio parere le due punte di diamante di questo dischetto, dimostrano pienamente l’approccio della band e faranno la gioia di tutti i maniaci delle sonorità regressive e tradizionali. L’ensemble francese, non so se inconsapevolmente o a ragion veduta, riesce a suonare in maniera estremamente naturale e naïf, senza forzature e senza appiccicarsi addosso l’etichetta “primitivo ad ogni costo”, come sembra fare con una certa furbizia più di qualche loro collega e, d’altra parte, ha dalla sua canzoni davvero fighe, a differenza di molti che camuffano la totale carenza di idee con l’aderenza supina alla vecchia scuola. Quindi un altro buon colpo per la Iron Bonehead Productions, che non manca mai di scovare e proporci realtà interessanti. Ascolto consigliato, nella speranza che non si tratti di un fuoco di paglia.

REVIEW OVERVIEW
Voto
71 %
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profanation-skull-crushing-violenceTRACKLIST <br> 1. Profanation; 2. Global Terror; 3. Modern Sickness; 4. Graveyard Somp; 5. No Surrender; 6. Skull Crushing Violence <br> DURATA: 19 min. <br> ETICHETTA: Iron Bonehead Productions <br> ANNO: 2024