Parma. Terra di cultura, tradizione, cucina, nebbia che ti entra nelle ossa… e di black metal lurido come l’inferno. Dopo i Whiskey Ritual, alfieri da anni di un black’n’roll ignorante, marcio e fieramente stradaiolo, il capoluogo emiliano sforna un’altra bestia dedita al metallo nero più sporco, bastardo e accelerato a forza di speed, thrash, punk e rock’n’roll. L’ep di debutto del 2023, “Chaotic Spell”, aveva già fatto capire che qui si faceva sul serio, soprattutto grazie a quella gran furbata di “Satanic Rock Crew”, un anthem che ti si incolla al cervello e che ha richiamato l’attenzione della storica etichetta Metal On Metal. Perché agli Strikehammer non basta pestare come fabbri indemoniati: sanno anche scrivere ritornelli assassini che dopo mezzo ascolto ti ritrovi a urlare sotto il palco senza nemmeno rendertene conto. La conferma arriva a colpi di mazza chiodata con la title track (Pound! / Like the thunder underground / Like the hammered death / Strike! / Like a crash into the earth / Midnight Inferno!), con “Morbid Black Steel” (Morbid Black Steel / Shut up and kneel / Morbid Black Steel / Satanic Will) e con “Dangerous Metal”, manuale di sopravvivenza urbana a suon di coltellate sonore e non (Attack from inside! / DANGEROUS METAL! / A knife from behind! / DANGEROUS METAL! / Pulverized by life! / DANGEROUS METAL! / Wild chaos arise!).

Ritornelli da urlare con la birra in mano, incastrati in pezzi che menano dritti come un pugno in faccia. Pochi fronzoli, zero raffinatezze inutili, solo riff che funzionano, cambi di tempo ben piazzati e assoli che confermano come questi tre sappiano suonare sul serio. Il songwriting è diretto, dinamico, semplice nella composizione ma raramente banale. Il trio formato da Terrifikant (aka Matteo Cordani, basso e voce), Wild Warrior (aka Luca Baroncini, chitarra e voce) e Akira (aka Mattia Mornelli, batteria) ha poi un pregio fondamentale: non si prende minimamente sul serio. L’attitudine è volutamente becera, da sala prove che odora di birra e amplificatori surriscaldati, come nonno Cronos ha tramandato a innumerevoli generazioni e come dimostrano testi densi di sarcasmo e decadenza come ”Street Demons” (Sunglasses people get drunk / Drinking the devil away / Get drunk with sunglasses people / Every night and every day). Altrove, invece, si alzano le corna al cielo in direzione del black metal più classico e incendiario, come nella conclusiva “I Am The Crossburner”, che parte a passo medio per poi esplodere in un immancabile muro sonoro da scapocciamento compulsivo.

In poche parole, questo debutto degli Strikehammer ci è piaciuto parecchio. Ci ha fatto sudare, cantare, bere e muovere il collo fino al giorno dopo. Se ami il black metal sporco, veloce, ignorante e senza compromessi, non stare a pensarci troppo: schiaccia play, alza il volume e urla con gli Strikehammer. Dopo, ti sentirai meglio.









