Questa è la storia, forse non unica, di una band attiva dal 2022, ma dalla prolificità certamente non comune: con la media di due full-length l’anno dal 2024, gli svedesi Tårfödd raggiungono nel 2026 il ragguardevole traguardo del settimo full-length della carriera (due dei quali solo nel 2026, oltre a un ep), dal titolo En Känsla Av Hopplöshet. Dietro a questa fervida creatività e urgente necessità di espressione c’è il mastermind Simon Lindgren, principale compositore e strumentista a tutto tondo. Stando a quanto riportato dalle note rilasciate dalla Purity Through Fire Records, appartengono (o forse sarebbe il caso di dire appartenevano) al sottogenere del Depressive Suicidal Black Metal. Per loro pare sia stata fatta un’eccezione nel 2025 inserendoli nel roster dell’etichetta che, con ogni evidenza, non era solita navigare in tali acque (e a voler andare a scovare altri nomi del roster P.T.F. si direbbe “a ragion veduta”; ascoltare gli Uhritulet per farsi un’idea). L’ascolto degli album precedenti, come Disciples Of The Ghost oppure Svartsynt, rispettivamente full-length ed ep del 2024, rende l’idea, infatti, di come il passaggio da una label indipendente a una più “quotata” abbia determinato un progressivo “abbandono” di sonorità tipicamente DSBM in favore di una carica più orientata sul black metal (seppur con notevoli passaggi melodico-atmosferici, come a ricordare che i Tårfödd sono cambiati rimanendo comunque se stessi).

Questa nuova release del 2026 marca ulteriormente il territorio del più tradizionale black metal — e questo aggiunge varietà a una produzione che altrimenti avrebbe rischiato di ripetersi fino alla saturazione — ma è grazie alle numerose incursioni in ambienti dalle forti tinte malinconiche che ci si rende conto di avere a che fare con la stessa band del passato. Così come crea continuità la collaborazione con il talentuoso Vindur di Drömskogen Art per la realizzazione dell’artwork. Gli intro e gli intermezzi di chitarra acustica, davvero personali e di ottima fattura, oltre a fungere da preludio per “un sentimento di disperazione” (la title-track che chiude l’album) che permea l’intero lavoro, richiamano a tratti — mantenendo tuttavia una rispettosa distanza — le gesta passate compiute dai “padri costituenti” del black svedese, che hanno marcato in maniera indelebile le atmosfere di Bathory prima e Dissection poi. Sette tracce in En Känsla Av Hoplöshet nelle quali troviamo atmosfera, melodia, voci disperate e una profonda malinconia a tratti tangibile.

Non mancano le sfuriate in blast beat a ricordarci che siamo pur sempre alle prese con una band svedese del 2022. Il riffing è veloce, a volte epico, come in A Dark Cloudy Dream, oppure velocissimo come in I En Satans Misär, un vero manifesto del black metal svedese. Nel finale di En Känsla Av Hopplöshet si ode anche un interessante e ulteriormente malinconico utilizzo “non folk” delle clean vocals a fare da sottofondo che, data la sua “timida” presenza, non altera l’atmosfera. In Hjärtesorg invece gli echi degli Anathema di Alternative 4 nel motivo principale sono ben riconoscibili e perfettamente inseriti nel contesto black nel quale si muove l’intero album. Francamente non ci aspettavamo un album così diverso dal passato, pur nella sua autoreferenzialità, segno che, nonostante la florida produzione, il nostro Simon ha ancora tanto da dire.









