Gli Occultarum sono un giovane progetto nostrano che, dopo qualche singolo di rodaggio, ha esordito con l’album “Successio In Abruptum”, già disponibile in formato digitale, che vedrà la luce anche in formato cd nel corso di quest’anno, sotto l’egida della sempre attivissima Narcoleptica Productions. L’occasione è quindi propizia per scambiare qualche parola con il bassista e cantante Azothoz, alla scoperta del loro mondo musicale lungo il sentiero esoterico della mano sinistra…

Iniziamo l’intervista con un breve riassunto della vostra storia, dalla nascita del progetto Occultarum… con quale intento un act del genere vuole diffondere la propria musica e il proprio messaggio?

Il progetto Occultarum, che è attualmente formato da me (Azothoz) al basso e voce scream e Sekhem Apep alla chitarra e voce growl, nasce per imprimere in musica i risultati dei nostri percorsi nella Via Sinistra e comunicare tali insegnamenti a chi ha la possibilità di coglierli.

Nel mese di aprile uscirà il tanto atteso debutto di questa creatura (se non erro in data 17 aprile 2021) per l’affidabile Narcoleptica Productions. Cosa dobbiamo aspettarci? e mi riferisco alle sonorità di ogni singola track…

Il 17 aprile uscirà l’edizione fisica di “Successio In Abruptum” con la Narcoleptica Production, il disco è lo stesso che è già stato pubblicato in digitale, con un piccolo cambiamento che forse pochi coglieranno. Il disco racconta attraverso sette entità la nostra discesa nel Sitra Ahra, discesa che è solo al suo inizio e che continuerà fino a che non si renderà necessario abbandonare il piano fisico. Ci sono però delle novità in arrivo: nuovo materiale e nuove collaborazioni. Stiamo inoltre preparando una campagna di live che copriranno l’Italia, e non solo… (immagino appena sarà possibile riprendere a suonare dal vivo, ndr).

Quanta rabbia avete immagazzinato e sprigionate nella musica di Occultarum?

La rabbia da noi immagazzinata non viene dispersa inutilmente ma trasformata in volontà e incanalata con lo scopo di imprimere cambiamenti nel mondo che ci circonda. La musica è sicuramente uno dei metodi da noi utilizzati per incanalare questa volontà.

Ascoltando alcuni pezzi di “Successio In Abruptum” si ha la sensazione di una sorta di ibrido tra musica rituale, infernale e macabra e ritimiche più vicine al death metal, con una forte carica emotiva. È venuto fuori in maniera naturale oppure dietro vi è una costruzione ben studiata?

Ogni nostro brano deriva da intuizioni dei membri ed è risultato dello studio e dell’esperienza della Via Sinistra, quelle che sono intuizioni vengono poi elaborate per rendere più efficace e soprattutto carica di significato ogni singola canzone.

Sulla prossima release potrebbero entrare degli strumenti all’interno della vostra musica, come ad esempio un pianoforte, che potrebbero sposarsi bene con la vostra proposta, per creare un’atmosfera cupa e allo stesso tempo disturbante?

No, non prevediamo di aggiungere altri strumenti alla nostra proposta, quello che vi dovete aspettare dalle prossime pubblicazioni è un sound ancora più abissale ed estremo, un sound che vi ipnotizzerà e vi costringerà a scrutare i lati nascosti del vostro subconscio portandovi nei boschi di Libitina: visita interiora tartaros, rectificando invenies occultum lapidem.

Un’ultima domanda sulle liriche. Oltre che di ricerca esoterica andranno a trattare anche di leggende dei vostri luoghi nativi?

Questa cosa è già stata fatta con “Locus I” e “Locus II”, per ora non stiamo valutando di riprendere quel concept, ma non escludo a priori l’idea di tornarci su.