Morgal – Nightmare Lord

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Nel 2018 definimmo l’omonimo ep di questi tre vandali come “un viaggio negli inferi di sola andata, in prima classe”, attribuendo un voto significativamente alto, considerate la qualità della proposta e la giovanissima età dei componenti della band. Che dire, all’esordio sulla lunga distanza queste bestie sbarbate non deludono le aspettative e infilano trentacinque minuti di puro black metal di chiara matrice finlandese di altissimo livello, facendo sembrare gruppi veterani semplici pischelli al loro cospetto. Ispirazione, tecnica sopraffina e classe da vendere fanno dei Morgal una delle vere rivelazioni della scena estrema finlandese e “Nightmare Lord” ne è la prova. Chiaramente, come nel 90 % delle nostre recensioni, le novità stanno pari a zero, ma noi non ci formalizziamo su queste cose da nerd: noi vogliamo metallo veloce, cattivo e brutale, tutti ingredienti che i Morgal custodiscono nella loro ricetta per proporci brani prelibati, con l’aggiunta di una dose massiccia di melodia direttamente dagli anni ottanta. Detto in questi termini effettivamente potrebbe sembrare uno dei quarantacinquemila dischi che ci sono passati tra le mani, ma se da una parte è così, dall’altra i Morgal ci stupiscono ancora, non per la musica in sé ma per come confezionano il tutto in maniera eccellente, senza una sbavatura, senza quell’ossessione di cercare il virtuosismo o la soluzione atmosferica per rendere il tutto più appetibile: loro suonano come se fossero fermi a trent’anni fa, anche se ai tempi non erano nemmeno nati (i componenti della band hanno un’età che si aggira intorno ai vent anni o poco più).

Nessun fronzolo o perdita di tempo in questo full length, e se l’intro epica e marziale serve esclusivamente ad acclimatarci, ci pensa subito “Golden Sun Of Satan” a trascinarci in questo viaggio verso l’inferno. Il brano è velocissimo e ha una struttura classica, che ripercorre gli stilemi classici finlandesi, ma non sarebbe strano sentire echi degli Emperor, nella fattispecie quelli più imperiali di “Anthems To The Welkin At Dusk”, grazie a soluzioni e arrangiamenti quasi pomposi che arricchiscono e valorizzano un guitarwork al limite dell’isterico. Scorrendo la tracklist possiamo davvero assistere alla fiera del metallo classico, con la che band tributa, senza rendersi clone, una serie di generi che hanno reso iconica la musica più bella del mondo: basta sentire “Gateways Of Flesh & Blood”, dove si passa dall’hard n’heavy per giungere al thrash americano senza batter ciglio; ed è proprio qui che sale agli onori della cronaca quel folle drummer di SS Exiler, in stretta collaborazione con il fratello Lord Warmoon  e Crusher, che dimostrano entrambi una tecnica pazzesca per la loro giovane età.

Oltranzismo e dedizione anche in “Extermination / Death Penetration”, dove piacciono soprattutto le linee vocali, quando viene messo da parte lo scream in favore di harsh vocals tendenti al growl che danno dinamicità al pezzo, così come avviene nella title track, perfetto esempio di adattamento delle vocals a un pezzo così veloce. Chiude le danze “Mortifer”, dove la band trova soluzioni più ragionate su un mid tempo, creando enfasi ulteriore sul mostruoso guitarwork e sulla melodia delle linee vocali, che non sono mai banali e si concentrano maggiormente sulla forza evocativa messa al servizio della canzone.

Esprimersi ulteriormente su un disco di vero black metal intransigente come questo sarebbe forse superfluo perché, dopo aver ascoltato i primi quindici secondi, sappiamo dove andranno a parare i restanti trentacinque minuti, senza che questo sia per forza un male. “Nightmare Lord” conferma quanto di buono la band aveva dimostrato con i primi ep, migliorando ulteriormente la tecnica individuale ma mantenendo immutata la proposta, a conferma della coerenza di questa realtà che, scommettiamo, a breve termine potrebbe diventare una delle punte di diamante della scena estrema finlandese.