Musica e Immagini – Simple Man– Michela Fastro – ArteRia Atelier

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Ci sono artisti che sembrano apparentemente lontani dal black metal, eppure parlano la lingua di quel genere musicale in maniera coerente e personale. È il caso di Michela Fastro, pittrice nel cui mondo siamo entrati per caso, sfogliando le sue opere sui social come si sfoglia un grimorio antico dimenticato in soffitta. I suoi lavori sono densi di un simbolismo arcano dal sapore rituale e vanno a comporre un pantheon coeso e riconoscibile, nel quale troverete un lessico visivo affine al black metal, specie quello di matrice esoterica, ma anche al doom, allo stoner, alla psichedelia, a tutto il filone dell’occult metal di scuola tricolore. Non è un caso infatti che Michela realizzi anche cover artwork perché la sua arte e la musica sono intimamente legate da un evidente filo conduttore. Il suo pseudonimo è “Simple Man”, uomo semplice: un alias maschile, essenziale, che è quasi un depistaggio. Perché il suo immaginario è tutt’altro che semplice: è stratificato, magico, femminile, sensuale, potente, selvaggio. Le abbiamo chiesto di raccontarcelo e vi lasciamo qui gli indirizzi per visitare le sue pagine e farvi un’idea della sua arte:

https://www.facebook.com/share/198Z1vRFMW

https://www.instagram.com/michelafastro.artlife?stkn=azl1a3MwbmlqMWM0

https://wix.app/mobile.apps/FcmMohK?ref=cl

Buongiorno Michela e benvenuta sulle nostre pagine virtuali. Inizierei proprio da qui, con una domanda forse banale ma necessaria: perché Simple Man?

Buongiorno Valentino, a te e ai tuoi seguaci, ti ringrazio molto invece  per la domanda che è tutt’altro che banale. Innanzitutto è il titolo di una canzone cult che ha fatto da colonna sonora e da incentivo in un tumultuoso periodo di cambiamento nella mia vita, che forse è l’associazione più immediata da farsi. In secondo luogo, il più ermetico, è una sintesi perfetta dei miei cardini ontologici: Simple come semplicità in tutti i sensi, anche quelli che possono sembrare paradossali (io sono così tanto semplice da essere pericolosamente scomoda); M come musica; A come amore in cui è racchiuso tutto il pulsare del mio fuoco artistico; N come natura, sia quella madre universale, sia la nostra Natura, sia la mia…selvaggia. Due parole che danno il titolo ad un’opera d’arte per me e che mi hanno scelto come “nome del mio vascello”.

Dipingi utilizzando il tuo sangue, oltre naturalmente a materiali “tradizionali”, come inchiostro e china. Nel black metal il sangue è spesso un elemento scenico e teatrale. Il tuo invece è reale e non credo si tratti di una mera provocazione. Cosa significa mettere letteralmente una parte di te in un disegno? È una sorta di patto o sacrificio oltre che un’esigenza espressiva?

Diciamo che, escludendo l’idea di performance in diretta che non mi appartiene (io sono da retroscena…), è una perfetta sinergia di entrambe le visioni da te proposte proprio perché la mia parte più profonda conscia ed inconscia, che ho imparato a conoscere per forza e poi con piacere e urgenza, necessita di un codice di espressione che ne testimoni con primitività, crudezza, coerenza e devozione tutta la potenza, il sentimento e il dna genetico di un’anima che si è creata da sé studiando e studiandosi. C’è qualcosa di più prezioso e materiale che noi possiamo concedere ad un’altra vita quando metafisicamente si mette il lavoro interiore di una vita in un’opera d’arte? Io ho deciso dal nulla di usare per la musica meno artificialità e più elementi naturali proprio perché credo inoltre che, soprattutto in alcune nicchie del black, l’impronta artigianale, raw che io chiamo quasi “rupestre” debba essere valorizzata con delle illustrazioni in linea (si capirà che io non contemplo nemmeno la possibilità di associare la Musica fatta ad arte con la grafica e tutto ciò che è digitale, se non per il lavoro finale di scanner e stampa). Scusatemi ma (anzi senza ma…) mentre con il sangue sono un po’ più veloce e immediata per palesi ragioni, con le parole non ho propriamente in queste circostanze il dono della sintesi…

Lavori prevalentemente su carta pergamena, un materiale che sembra fatto apposta per esaltare il contrasto tra innocenza e oscurità, tra ferocia ed eleganza che caratterizza le tue opere. Ci vuoi spiegare qualcosa a riguardo?

In questo caso sono felice che hai centrato precisamente il cuore della mia scelta e quindi non aggiungo altro ma vado solo ad esplorarle un po’ a voce alta. Avendo io un B&B sul Monte Amiata in Toscana in mezzo ad un bosco ed avendo fatto un cambio di stile di vita più di venti anni fa verso un percorso e soprattutto un ambiente che mi facesse liberare in tutti i sensi da un sistema per me opprimente etc, la mia natura selvaggia è permeata proprio di caratteri che hai denotato in questo stile: eleganza e ferocia, purezza e oscurità. Opposti che convivono in estrema armonia. Quella che ho dentro ed ho urgenza di esprimere. Il samurai diceva: “le cose dello spirito vanno scritte con inchiostro e sangue”. La pergamena credo sia il terreno più consono.

In molte delle tue opere utilizzi in maniera predominante il color oro, sia nel disegno che nella cornice: non è soltanto una decorazione, sembra una luce non di questo mondo. Cosa ci puoi dire in proposito?

Non è una luce di questo mondo. Non potrebbe mai esserlo a parer mio… è il giusto incorniare una viaggio alchemico interno fatto di vari elementi, simboli, richiami, evocazioni, insegnamenti, arcani, codici ancestrali, occulto, esoterismo, eretismo, medioevo e vittoriano, gotico e post contemporaneo… il mio viaggio alchemico, come per i miei quadri e sculture. Nella visione di una possibile redenzione e ritorno a quello che siamo sempre stati destinati ad essere. L’oro è il colore dell’apice del percorso alchemico. Il coronamento del matrimonio degli elementi e della sublimazione nella pietra filosofale. I fine, ArteRia atelier è il nome che ho dato al mio studio d’arte. Che fiume scorre nelle nostre arterie e cosa contiene?

In particolare i corpi maschili e femminili, a volte ieratici a volte fluidi, sottili e sospesi, hanno un che di sensuale e puro al tempo stesso: cosa rappresentano? Quando li raffiguri stai disegnando te stessa o qualcosa che è altro da te?

Non essendo nata con spirito imprenditoriale, io nel momento in cui devo dare un servizio o vendere una mia opera d’arte non posso far altro che vendere ME. Purezza e sensualità per me sono imprescindibili e correlate ed entrambe determinano la mia energia più vitale e umana e fanno sì che io possa esprimerla in questo transito illusorio terreno. Si, anche qui hai azzeccato… sono io. E’ l’androgino, nel senso della figura alchemica, in cui si fondono in perfetto equilibrio non paritario il femminino e il maschile. La sintesi estrema della completezza dell’anima. Il corpo che ne consegue nella mia visione concreta quotidiana.

Molti dei tuoi lavori sembrano tarocchi mai stampati o pagine di libri antichi che descrivono rituali incomprensibili. Che rapporto hai con l’esoterismo e come interagisce con la tua arte? Quanto c’è di studio e quanto c’è di istinto quando disegni un simbolo?

Ti rispondo a sentimento, come dicono i toscani, anche se magari i miei sentimenti risultano poco decodificabili al primo sguardo: il mio istinto mi ha salvato facendomi studiare molte discipline, tra cui quella accennate da te, ed il mio studio mi ha portato a perfezionare ancora oggi e proteggere il mio intuito sacro innato (come quello di tutti) e selvaggio. Questi tarocchi o tavole o pergamene solo ora editate contengono ognuna dei codici antichi. L’esoterismo è un medium molto potente e affascinante. Tutto ciò che permettere di tramandare semi sacri per l’umanità e proteggerli diventa per me ispirazione o parte integrante al mio stile nella mia vita e nella mia arte, senza mai condizionare però quello che sento di Dover Essere io al di fuori del mio ego.

I tuoi disegni hanno un alto potenziale e funzionano perfettamente come album cover artwork. Da cosa nasce questo progetto?

Dalla mia anima fatta di musica. Tutto è musica ed io l’ho sempre percepita in modo innato, trasversale e trascendente. L’urgenza ed il dono di doversi esprimere e creare è Arte. Ogni giorno io vivo Ad Arte. Musica ed Arte sono il connubio profondamente erotico perfetto in questa vita (quando parlo di erotismo è un mio concetto che contempla un approccio estremo profondo, struggente e nel tempo stesso etereo e leggero alla vita terrena… un mio modo innato di percepire in questo mondo cosa è illusorio e cosa sa di eternità… il fuoco sacro cerca e trova sempre l’eternità).

Un altro progetto cui intendi dedicarti è quello di customizzare giubbotti e cappotti con immagini “metal” e al contempo artistiche…

Anche questa idea è sempre stata nelle mie immagini nel sogno. E’ parte di me e quindi sto già iniziando a preparare in studio dei modelli sia con immagini tratte dalle classiche pubblicazioni metal, che chiodi o cappotti o jlet di jeans con illustrazioni mie o su commissione ovviamente in chiave metal…Va a finire che faccio fatica a lasciarli andare ogni volta… sicuro!

Ascolti musica mentre dipingi? C’è una musica che secondo te abita già dentro i tuoi disegni, anche se non ce l’hai messa di proposito? Quando inizi un disegno, sai già cosa diventerà o lo scopri strada facendo? C’è un momento, durante il processo, in cui il quadro smette di essere tuo e inizia a dirti lui cosa vuole?

Esattamente così. Come per la musica, cosi per l’idea, inizio ispirata in un mood e nel mentre il mistero e la magia prevarica su di me e divento quasi un mezzo di qualcosa di più grande ed io mi metto a disposizione (so che i blacksters mi odieranno ma… dovrebbe essere cosi anche nelle relazioni… noi siamo piccoli a disposizione del seme che abbiamo dentro da scambiare con l’esterno). Ad un certo punto sento l’esigenza di silenzio e poi di cambiare atmosfera e quindi genere musicale… il disegno prende vita e, come noi ogni giorno tutto il giorno, diviene, si trasforma. Non a caso, nelle mie pubblicazioni condivido quotidianamente album. Quella sono sempre io a crudo nel mio vortice vitale e creativo.

Se dovessi spiegare a qualcuno che non ha mai visto un tuo lavoro cosa succede quando si entra davvero in un tuo quadro, cosa gli diresti? Cosa dovrebbe essere pronto a perdere e cosa potrebbe trovare?

Come in questa vita, se vuoi vivere Ad Arte, devi avere il coraggio di strapparti la pelle e procedere impavido a nulla con solo il cuore e la saggezza di saper stare in equilibrio SUL CONFINE, senza farti condizionare da quelli imposti altrui. Pronti in sostanza a PERDERE L’EGO sapendo l’entità di ciò di cui ci si sta nutrendo anche se non di cosa… Questo vale per qualsiasi forma d’arte che cosi si possa chiamare.

Bene, lascio a te l’ultima parola. Concludi come meglio credi…

Posso solo concludere in un modo: a sentimento. Non so se saranno queste risposte lette da voi, ma sicuramente io sono stata profondamente letta da queste domande. E sono solo le domande ad essere determinanti nella vita. Senza le giuste domande, ogni risposta è vana. Grazie Valentino e complimenti a tutto il tuo appassionato, devoto e preparato staff. Continuiamo insieme questo viaggio con la vostra puntuale, precisa recensione di colonne sonore!