Orcrist

0
331

Ci sono realtà che non hanno bisogno di rincorrere le mode o di piegarsi alle logiche del mercato per lasciare un segno sulla scena. Gli Orcrist appartengono di diritto a questa cerchia ristretta. Nata sul finire degli anni ‘90 la band ha saputo forgiare un percorso coerente, oscuro e fieramente ancorato alle radici del genere. A distanza di anni dal loro esordio abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchere con il mastermind Grav. Benvenuti nel regno degli Orcrist.

Vi siete formati nel 1999 (come Eld) e nel 2000 avete preso il nome Orcrist. Il mondo di allora e quello di oggi sono completamente diversi, eppure l’essere umano continua a cercare risposte nelle ombre. Dopo oltre un quarto di secolo passato, che cosa rappresenta per voi il black metal oggi? È ancora una forma di ribellione spirituale o è diventato un rifugio dall’evoluzione (o involuzione) della società moderna? Risposta complicata da dare anche perché io ho vissuto e vivo tutt’oggi il black metal come un qualcosa di anarchico, fuori da determinate regole che possono essere viste e vissute sia in ambito spirituale ma nello stesso tempo in ambito musicale. Non mi sono mai fatto trascinare da movimenti religiosi come sette o cose simili ma ho sempre seguito le mie emozioni e la mia libertà nel suonare e nello scrivere determinate liriche.

In ventisette anni di storia avete visto nascere, evolvere e morire tantissime band, mode e sottogeneri. Voi invece siete ancora qui. Cosa si prova a guardarsi indietro e rendersi conto di essere dei veri e propri testimoni storici della scena del nostro Paese? Non so se possiamo essere considerati  testimoni storici della scena presente qui in Italia anche perché ci sono band nate molti anni prima di noi con le quali sono amico da tantissimo tempo e sono band veramente fondamentali per la nostra terra, come Khephra, Brisen, Mortuary Drape, Entirety, Necromass, Handful Of Hate e così via. Sono comunque fiero per ciò che ho e abbiamo fatto fino adesso seguendo sempre il nostro stile e forse anche di aver influenzato qualche nuova band, chi lo sa. Parlo in parte personalmente perché ho avuto anche momenti bui nella band quando ho dovuto in poco tempo arruolare nuovi componenti , ma parliamo di vent’anni fa, gente come Sacrifice dei Mourning Soul (e che band ragazzi, mi ha mandato tutto il loro lavoro) alla voce e  Mane alle chitarre e basso. Ho avuto un supporto e una carica da persone come Goblin dei norvegesi Isvind che fù parte anche lui degli Orcrist nel quarto disco “Fallen”, gente come Lord Beleth’Rim dei francesi Torgeist (The Black Legions/LLN), che cantò e anche lui fece parte degli Orcrist nel settimo disco “Union Of Evil”, forti amicizie con Draugar e Lord Of Pestilence dei Khephra, Elymas e Unborn dei Brisen, Necro dei Necroshine, Snake (ex-Orcrist, semplice genio musicale, con lui altri progetti insieme), Nicola Galdo (ex- From Depths) a cui avevo mandato i nostri demo, Dave degli Entirety. Avevo mandato anche alcuni album a Fenriz e Nocturno Culto dei Darkthrone, Ildjarn, a Samoth, Mortiis e Faust degli Emperor, a Goatpervertor primo batterista dei Gorgoroth e grandissimo amico, Metalion, Niclas e Frederik dei Throne Of Ahaz, a Meyhna’ch e Kriss dei Mütiilation, a Vordb dei Belkètre a Wlad dei Vlad Teps, a Sebastian (ex-Absurd), Tino dei Moonblood, Alex degli Uruk-Hai e poi ci fu l’entrata di Wally nella band. Mandai qualcosa anche a Mauro e  Christian (tutti ex-Calvary compreso Wally), Pierpaolo e Antonio dalla Sardegna, Roberto il boss della Avantgarde Music e mente dei Monumentum, a  Joe dei Cultus Sanguine e a tantissime altre persone. Poi come saprai già, nel 2020 è venuto a mancare un amico ed ex componente degli Orcrist, Antonio Pasquini degli abruzzesi Frentrum, R.I.P.

Com’era far muovere i primi passi a una band black metal in Italia alla fine degli anni ’90? Quali erano le difficoltà maggiori? C’era e penso ci sia ancora tanta invidia tra le band. L’abbiamo vissuta personalmente fin dall’inizio. Ogni volta c’era una critica, o per come suonavo la batteria, o per i testi o per la chitarra o per la voce etc…, fanculo heheheh! Invece ci sono state anche le parti più belle che erano andare a provare anche tre volte la settimana in sala prove, registrare sempre una cassetta per poi ascoltare a casa, provare per le registrazioni del nostro primo disco, scrivere lettere e mandare demo o rehearsal tape in modo particolare in Scandinavia, Francia e Italia. Quelli sì che erano momenti storici!

All’epoca il passaparola e il tape trading erano ancora fondamentali. Che ricordi avete di quel modo di costruire contatti rispetto alla totale digitalizzazione di oggi? Me ne occupavo solamente io, è sempre stata una mia passione il tape trading, come ho risposto nella domanda precedente, quelli erano momenti storici e unici. Adesso ormai si è costretti a mandare ed ascoltare la musica in formato digitale, non è colpa delle band ma della velocissima modernizzazione di tutto. Alle etichette stesse non puoi più mandare una master in formato analogico su una tape, ma solamente tramite file da scaricare… che schifo!

Il black metal è un genere legato a una forte componente ideologica, filosofica o spirituale. Come si è evoluto il vostro messaggio lirico nel corso degli anni? Posso risponderti solamente per ciò che ho scritto io. Ho sempre tentato di provocare con le mie liriche usando un certo tipo di parole o frasi ma per spingere gli ascoltatori sempre di più nella nostra musica che va sia ascoltata che “letta”. La Natura è sempre stata parte fondamentale di quello che scrivevo, l’ho sempre considerata come una Nostra Madre Eterna.

Avete mai utilizzato la lingua italiana nei vostri testi? Se sì, che valore aggiunto dà al vostro messaggio rispetto all’inglese? Se no, come mai questa scelta? No, non l’abbiamo mai usata, a parte nell’outro del nostro ottavo disco “Countess Of Darkness”. L’outro si intitolava “L’Abbraccio Dell’Oscurità”, la lirica in italiano era scritta da me, la parte in inglese da Arganas degli svedesi e defunti Nåstrond.

Secondo voi la sovraesposizione digitale ha fatto bene o ha tolto il “mistero” che rendeva magico il black metal un tempo? Per me ha fatto malissimo, e ne sono certo al 100%. Ormai ogni giorno nasce una band che si conosce subito grazie o a causa del mondo digitale, infatti le fanzine sono quasi tutte defunte, ormai basta solamente navigare su internet e scoprire da lì qualsiasi band di qualsiasi genere, tutto vomitevole. A me manca tantissimo la corrispondenza tra le band che era una delle parti più importanti di una volta, almeno per me. Però non è defunta del tutto, io continuo a mandare il nostro materiale ad amici e alle loro band e sono certo che prima o poi qualche band emergente mi manderà il suo lavoro fatto con tanta voglia e tanto spirito!

Guardando indietro, qual è il traguardo o il momento di questi oltre 25 anni di storia di cui andate più fieri? Parlo sempre per me “The Third Imperyum” (nostro primo demo), “Slaged Ved Trollheim (nostro primo album)  insieme allo split con gli Isvind e con i Beastcraft. Ma quelli che hanno segnato di più la storia degli Orcrist sono stati l’uscita del quarto disco “Fallen” che era semplicemente gelido (e con Goblin e Mane abbiamo trasmesso la freddezza nella musica) e  il settimo disco “Union Of Evil”, il male eterno, distante da tutto ciò che poteva essere considerato udibile, semplicemente malvagio semplicemente insano!

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro della band? Stiamo completando le registrazione del nostro decimo disco con l’entrata nella line up di A.D.W. (Alex Zorath) alle chitarre e di Verfarkas alla voce. Anche qui è stata per me una sfida… batteria e chitarra registrate con un multitraccia a cassetta della Fostex in presa diretta insieme a A.D.W. nel mio Orcrist Studio e ti dirò di più, non avevamo mai provato i pezzi ed erano stati creati all’istante in quel momento! Attendiamo che Verfarkas completi la registrazione della voce e sono più che certo che questo album sarà fottutamente un signor disco di vero e puro black metal! Il disco si intitolerà “The Eyes Of Silence”. Se invece vi può interessare, con gli altri miei progetti Legione e Acrid Smell Of The Beast, stiamo cercando una label interessata a stampare i nostri dischi. Nei Legione alla voce c’è Draugar dei Khephra mentre negli Acrid c’è Elymas dei Brisen! Grazie per l’intervista e per il supporto.