Atronos – Gram

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Gli Atronos appartengono a quella schiera di band che nascono come side projects e riescono nel difficile compito di sfornare lavori superiori a quelli dei gruppi madre. Dopo il buon “Erwachen”, il trio composto da Baptist, Henker e Valfor, torna con questo “Gram” e i suoi quasi cinquanta minuti di metallo nero pagano e fieramente teutonico, che non inventa nulla ma ci offre una manciata di canzoni che restano in testa. Se siete alla ricerca dell’ennesima band che vuole “espandere i confini del black metal”, inserire elettronica cosmica, spoken word esistenzialiste o menate post/avangarde, potete tranquillamente andare avanti; se domandassimo agli Atronos: “come facciamo evolvere il black metal?”, risponderebbero semplicemente: “e perché dovremmo?”. Ciò che colpisce immediatamente è l’incredibile quantità di riff che incessantemente si susseguono in queste dieci tracce, con le chitarre di Henker intrecciano tessiture di atmosfera e impatto senza mai cadere nel vuoto virtuosismo. E l’opener “Geisterflug” mette subito le cose in chiaro: riff gelidi, andatura sostenuta e quella tipica capacità tedesca di trasformare una melodia in qualcosa che suona contemporaneamente eroico e minaccioso; decisamente non siamo dalle parti del romanticismo malinconico svedese perché qui si marcia con il coltello tra i denti. E in effetti il disco non concede tregua, risultando più compatto, scorrevole e memorizzabile rispetto ai predecessori, un vero passo in avanti che a mio giudizio riesce probabilmente a surclassare in termini qualitativi anche gli ultimi lavori di Eisenkult e Mavorim. “Mit Hass Im Aug’ Und Stahl Im Blut” è probabilmente il manifesto dell’album, già dal titolo: niente di rivoluzionario ma un riff centrale che fa il suo sporco lavoro ed entra nel cervello molto più di quanto sarebbe lecito aspettarsi. E lo stesso dicasi per la tiratissima “Ein Raune Im Strum”. Ma è quando arriva un episodio come “Titanisches Erbe” che si capisce come gli Atronos possano fare la differenza rispetto a tante altre band del genere, con evidenti richiami ai Windir più diretti, anche se filtrati attraverso una rudezza tipicamente tedesca che impedisce alla musica di diventare troppo elegante.

Nessun riempitivo, nessuna traccia messa lì per rendere più corposo il minutaggio: i pezzi scorrono con naturalezza e quando arrivano le aperture melodiche viene spontaneo pensare ai Falkenbach più battaglieri, mentre certe cavalcate conservano quel gusto epico che riporta ai tempi in cui Quorthon insegnava al mondo che il black metal poteva anche guardare all’orizzonte e non soltanto alla propria ombra. Da evidenziare la prestazione di Baptist, che giustamente evita pose teatrali da vampiro e si concentra invece a sputar fuori una voce rabbiosa, ruvida ma al contempo fiera e profonda, dando il meglio di sé nelle parti più clean, che a tutti gli effetti sono uno dei valori aggiunti di questo lavoro. La sezione ritmica dal canto suo è precisa come un antico orologio svizzero: blast beat quando servono, rallentamenti marziali quando bisogna respirare; il tutto creando una sensazione di movimento continuo che impedisce all’ascoltatore di distrarsi. “Gram” è senza ombra di dubbio il miglior disco mai partorito dagli Atronos: senza ridondanti manifesti programmatici e senza la pretesa di riscrivere la storia del black metal contiene quella fierezza, potenza, melodia ed epicità che, se ben mescolate insieme, possono ancora dare alla luce un disco memorabile, perfino nel 2026, quando presumibilmente tutto è già stato detto. Come si diceva una volta: fine arte estrema.

REVIEW OVERVIEW
Voto
75 %
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atronos-gramTRACKLIST <br> 1. Geisterflug; 2. Ein Raunen Im Sturm; 3. Kummertreiben; 4. Knochen; 5. Mit Hass Im Aug’ Und Stahl Im Blut; 6. Titanisches Erbe; 7. Richtschwert Deiner Sünde; 8. Stolz; 9. In Ketten; 10. Zorn <br> DURATA: 49 min. <br> ETICHETTA: Purity Through Fire <br> ANNO: 2026