INSUBRIAN BLACK METAL FESTIVAL – II Edizione – 13/06/2026 – CENTRALE ROCK PUB

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Le porte del Centrale Rock Pub di Erba si spalancano alle ore 18.00 per la seconda edizione dell’Insubrian Black Metal Festival, realtà live nata lo scorso anno (con ospiti di spicco fin dalla prima edizione come Opera IX e Cultus Sanguine). Fin dai primi istanti si nota che l’affluenza è buona, nonostante i 33 gradi del tardo pomeriggio, e verso sera il locale è decisamente pieno, segno del successo dell’evento. Per l’edizione di quest’anno gli organizzatori hanno deciso di guardare non solo in casa nostra ma anche alle zone sotto bandiera estera, benché sempre di matrice Insubre, chiamando nomi dalla Svizzera ed ospiti dall’Austria; inoltre per deliziare i palati una doppietta di nomi conosciuti all’interno della scena e ritorni di spicco molto attesi. Insubrian Black Metal è una realtà che nasce per dare voce e supporto alla scena musicale che origina nella regione storico-geografica dell’Italia nord-occidentale e della Svizzera meridionale con il Lago di Como come epicentro. A tal proposito al di fuori del locale era presente un bellissimo banchetto dell’associazione culturale Terra Insubre. Partners della serata, oltre alla citata associazione, erano Clod The Ripper Tattoo, Avantgarde Music, Wine and Fog e Fotoreporter X. Sempre presente e sempre ben fornito anche il banchetto di White Wolf Productions. Menzione d’onore anche per la scelta dei fonici a supporto della serata: la qualità e la professionalità sono risultate degne di applausi, con suoni sempre nitidi per tutte le band che si sono susseguite sul palco.

Verba Serpentis

Il compito di aprire la serata spetta agli austriaci Verba Serpentis, realtà indipendente della Carinzia, più precisamente da Klagenfurt. La band si presenta sul palco carica a pallettoni con una formazione a quattro composta da chitarra ritmica/lead vocals, chitarra solista/backing vocals, basso e batteria. Il loro è un black metal classicamente debitore della così detta seconda ondata, che alterna ottimi riff melodici ad assalti di blast beat eseguiti con particolare precisione. Da menzionare il lavoro combinato dei chitarristi che alternano assoli e vocals in screaming con supporti in growl a rendere ancora più completo il risultato. Ottima prestazione anche per il batterista che delizia di fill sui piatti non scontati e, specialmente, dà prova di una notevole precisione negli attacchi. A conti fatti per il sottoscritto uno show davvero ottimo! Non si poteva chiedere di meglio, una delle sorprese della serata.

Forsaken Legion

A seguire si presentano sul palco i Forsaken Legion, band di Lugano, forte di due full lenght e sotto contratto con Krasta Records. Il trio con supporto live del bassista si presenta in ottima forma confermando le buone impressioni destate durante la scorsa calata italica di spalla agli Osculum Infame. La loro proposta è ben differente rispetto all’act di apertura e si basa prettamente su solidi mid tempos e assalti di matrice thrash per un risultato che aumenta notevolmente il tasso di zolfo della serata. Da menzionare l’ottima prova vocale sia del cantante principale che degli altri due musicisti, entrambi alle linee vocali di supporto.

Ernte

Per il duo svizzero composto da Askahex e V Noir, supportati da due live members è la prima volta in Italia: le aspettative erano elevate e non hanno per niente deluso! Attiva dal 2020, forte di ben quattro full e sotto contratto con la ottima Purity Through Fire Records, la band propone un black metal che sa fondere perfettamente reminescenze scandinave al suono di matrice elvetica. Riff maligni, parti veloci e passaggi depressive in arpeggio uniti ad un look totalmente a fuoco per il contesto (con tanto di teschio animale sull’asta del microfono della cantante) fanno sì che la prestazione sia maiuscola e cattiva. Ottima la prova del batterista. Il pubblico è presente e partecipe e gli applausi si sprecano a fine show. Che dire? Decisamente positiva la loro prima calata italica!

A Pale December

Il duo milanese accasato sotto Avantgarde Music dà in pasto agli spettatori una proposta più moderna tanto nel look quanto nei suoni, che sa ben coniugare influenze atmospheric a soluzioni che strizzano l’occhio al post-black metal molto in voga negli ultimi anni. A completare la line up altri tre musicisti. Chitarre a sette corde, soluzioni intricate e la buona prova vocale della cantante permettono alla giovane band di ricevere applausi sentiti da parte del pubblico.

Hiems

Uno degli assi nella manica degli organizzatori, che fin dalle prime note riesce a scaldare il pubblico in maniera evidente, con tanto di pogo e sentiti complimenti. La one man band di Algol, uno dei prime mover della scena italiana, trasmette carisma ed esperienza che si notano e fanno la differenza. A supportare il mastermind troviamo il sodale Herr Morbid (compagno di Algol nei Forgotten Tomb) alla chitarra e altri ottimi musicisti provenienti da realtà della zona di Parma come Tulpa e Mother Augusta. La loro proposta, rispetto a quella delle altre band della serata, si assesta su una sequenza di parti black and roll dal piglio esagerato, ben accolte dal movimento che si vede sotto palco, che si alternano a blast beats con riff in tremolo; il tutto condito da reminescenze di stampo heavy ben presenti nell’ultima fatica uscita da poco “Stranger In A Wasteland”. Un concerto davvero entusiasmante, preciso e senza sbavature, che conferma e consolida la realtà in sede live dopo la prima prova al Black Winter Festival del 2025. Menzione di onore ai ringraziamenti davvero sentiti che Algol fa al pubblico a fine concerto: giù il cappello per quello che è un vero protagonista della scena italiana.

Kult

La sala è gremita da tempo e le aspettative sono elevate per il ritorno live di una delle band italiane che negli anni hanno avuto più successo in ambienti esteri, con tanto di tour di spalla a grandi nomi e contratti con label che definire di livello è poco. Questo concerto segna il festeggiamento del ventennale dall’uscita di “Winds Of War” uscito sotto Debemur Morti appunto nel 2006. La formazione attuale vede il chitarrista Kacele affiancato dal bassista D.White, il ritorno del primo storico batterista e l’entrata in pianta stabile del nuovo cantante Mròz (in forza anche agli Amalekim). Fin dall’intro nella sala si respira il clima delle grandi occasioni, che la band coglie in toto per un live dagli effetti devastanti e roboanti. Uno show selvaggio, in your face, dal piglio totalizzante e brutale. Il pubblico si scatena in un pogo devastante, gli headbanging si sprecano e le urla dopo ogni pezzo condiscono uno spettacolo all’altezza delle aspettative. A coronare l’occasione speciale, durante “The Eternal Darkness I Adore”, per celebrare il passaggio di testimone alle vocals, sale sul palco anche lo storico cantante Tumulash per un duetto da brividi che ben accosta e combina le differenti timbriche vocali dei cantanti. Menzione d’onore per “Senza Pace”, per il sottoscritto uno dei pezzi più signficativi della scena black italiana degli ultimi anni. A fine concerto gli applausi scrosciano per celebrare il ritorno sui palchi di veri cavalli di razza!

La serata quindi è riuscita sotto tutti i punti di vista: la location ormai è un punto di riferimento fisso per il genere e il pubblico ha risposto molto bene sia in termini di affluenza che di coinvolgimento. Vorrei chiudere il report con un ringraziamento speciale alla realtà Insubrian Black Metal: avere persone come loro che ci mettono impegno, sudore e passione è fonte di orgoglio e certezza per il futuro!