BLASPHEMY + HADOPELAGYAL + NECROMORBID – 10/10/2026 – LEGEND CLUB MILANO

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È con grande piacere (ma anche con una certa apprensione, visto che l’ultima volta che ero stato da queste parti qualche simpatico buontempone aveva pensato bene di disintegrare il finestrino della mia mitologica C3) che torno al Legend Club di Milano, storico live club rock/metal, punto di riferimento da diversi anni per gli eventi underground nella zona, che era stato chiuso circa tre mesi fa per adempimenti e lavori richiesti dalla Commissione di Vigilanza del Comune, con immancabili rinvii, cambi di location e burocrazia varia ed assortita, e che ora sembra aver finalmente riaperto i battenti in pianta stabile. Per fortuna, perché questa sera si respira aria di evento imperdibile (e infatti la data è sold out, nonostante i biglietti nominativi, numerati e non acquistabili in cassa) con la calata in terra italica dei canadesi Blasphemy, per l’occasione accompagnati dai tedeschi Hadopelagyal e dai nostrani Necromorbid. Dopo aver constatato con stupore e raccapriccio che non c’è un banchetto merch di Nocturnal Grave Desecrator e compagni (più tardi qualcosa apparirà ma in pochissimi esemplari e a prezzi tutt’altro che popolari) ed aver ritemprato corpo e spirito con un discreto panino, mi dedico al consueto giro di saluti: Simone Ciavarella e Daniele Rossi, miei “partners in crime” in BMIK, l’immancabile Carlo Vischi (biglietto n. 1!, manco a dirlo) e Dorian Bones, responsabile (anche penalmente!) dell’organizzazione di questa serata all’insegna della sobrietà e dell’eleganza. Beccatevi il report e le foto di qualità pessima che abbiamo realizzato con gli scarsi mezzi a nostra disposizione… certo, le luci fiammeggianti e il bordello atomico che hanno tirato su i Blasphemy non hanno sicuramente aiutato… ma, ehi, anche questo è black metal…

Il compito di aprire la danza macabra spetta ai fiorentini Necromorbid, attivi dal 2015 e con tre album alle spalle, di cui l’ultimo Ceremonial Demonslaught, uscito qualche mese fa, li ha probabilmente consacrati come miglior band bestial war black/death metal italiana attualmente in circolazione, con un sound evidentemente debitore degli stessi Blasphemy, ma anche di gruppi come Archgoat, Black Witchery e Revenge, rivisitato però con assoluta padronanza ed una dedizione da far invidia a molti e ben più blasonati colleghi.

La performance di questa sera, secca e senza sbavature, è stata la conferma della maturità che la band sembra ormai aver raggiunto non solo in fase di scrittura ma anche in sede live: un assalto senza pause, tra blast a manetta (Bestial Desecrator alla batteria è una vera mitragliatrice umana), riff sporchi e taglienti, voce in bilico tra scream acido e growl cavernoso, Satana, blasfemia e tanta (in)sana violenza. Macchine da guerra!

L’atmosfera si fa più cavernosa, abissale e dissonante con i black/death metallers tedeschi Hadopelagyal, che hanno da poco rilasciato l’ep Zalmathic Necroichorion via Amor Fati, band che sembra centellinare le comparse dal vivo (ragione di più per gustarseli stasera) e che in un tripudio di luci rosso sangue, sposta il focus sonoro su territori più vicini a gente come Teitanblood, Portal e i Deathspell Omega più marci: pezzi lunghi, riff striscianti, blast soffocati e ininterrotti, voce che sembra venire da una tomba allagata. Una performance putrida, liturgica e dal piglio low-fi che trasporta i presenti nelle profondità oceaniche più inesplorate, scaldando per bene il palco per l’atteso spettacolo dei black metal skinheads del cimitero di Ross Bay.

I Blasphemy entrano, fanno un sound check di due minuti, escono, rientrano ed è subito bluarrrrraghhhhhuarrrgggghhhhh come se non ci fosse un domani! Cosa c’è ancora da dire su questi pazzi canadesi? Culto assoluto, due soli album all’attivo in quarant’anni di carriera (oltre ad una miriade di altre uscite minori… ma le canzoni sono sempre quelle…), hanno praticamente inventato un genere, il war metal più primitivo e caotico, con tutto l’immaginario apocalittico/guerrafondaio e l’iconografia che si porta dietro (perché l’immagine è importante, e anche il war metal ci campa): face painting approssimativo e senza sfondo bianco, cartucciere, satanismo becero e l’inconfondibile occhiale da sole da indossare anche e soprattutto di notte.

Motivi sufficienti per schifarli o venerarli, ma poco importa: piacciano o meno sono tra le band più citate e coverizzate di sempre e senza di loro non avremmo avuto i vari Archgoat, Beherit, Proclamation, Black Witchery, Conqueror e compagnia nucleare. Stasera i nostri baldi sessantenni (ebbene sì, il tempo passa per tutti) hanno imbastito un massacro come non mi capitava di vedere da tempo: blast ininterrotti, tre accordi distorti al massimo, growl più scream sovrapposti, sound da bunker, niente tecnica, solo violenza rituale e tanti schiaffi in faccia.

Tutti i pezzi dei classici Fallen Angel Of Doom…. e Gods Of War sono stati vomitati sui presenti con sadico compiacimento e senza un attimo di tregua, con un suono sicuramente “filthy” ma meno pessimo di quanto qualcuno (ad esempio io) si sarebbe potuto aspettare: e quindi via di War Command, Atomic Nuclear Desolation, Desecration, Hordes Of Evil Vengeance e l’immancabile Ritual posta in conclusione per la maligna apoteosi finale. E il pubblico ha risposto alla grande, incitando i propri beniamini e scatenando un pogo bestiale che non si è mai placato nemmeno per un secondo.

Alla fine abbiamo tutti la schiena indolenzita (io almeno di sicuro, ho una certa età), gli anfibi che si appiccicano alla birra versata sul pavimento, l’odore di zolfo nelle narici, l’acufene e la testa che rimbomba; sudati ma felici. Il live perfetto per l’olocausto nucleare prossimo venturo.