Bad Moon Festival – V Edizione – 19/09/2026 – Mongrando (BI)

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Il Bad Moon Metal Fest, andato in scena a Mongrando (BI), ha messo in scena un quintetto di band pesante, oscuro e privo di compromessi. Una quinta edizione dominata da sonorità nere, tra riff affilati, atmosfere ritualistiche e l’assalto cosmico degli headliner tedeschi. La struttura Polivalente di Mongrando si conferma un ottimo spazio per le rassegne indoor e gli eventi underground della zona: dotata di un impianto modulare e spazioso, risulta perfetta per ospitare volumi sonori imponenti con una resa acustica di alto livello. Un’infrastruttura essenziale e funzionale (ottima scelta di cibo e bevande a prezzi contenuti), che si adatta perfettamente allo spirito viscerale e comunitario delle serate metal. Orari rispettati e bill variegato hanno garantito lo svolgersi di una bella serata, nonostante la risposta del pubblico avrebbe potuto (e dovuto!) essere più importante.

Slain Divine

​La responsabilità di aprire le danze è toccata agli Slain Divine, band di recente formazione che propone un concentrato di metal moderno con una commistione fra metalcore e deathcore e che presto debutterà sulla lunga distanza con “Slytheral”, in uscita a dicembre. Nonostante l’orario e la sala ancora in fase di riempimento, la band ha sfoderato un tiro convincente, bilanciando una presenza scenica essenziale con un muro di suono compatto che ha impostato i volumi corretti per il resto della serata.

​Bianca

​Con l’ingresso dei Bianca, forti dell’uscita via Avantgarde Music dell’omonimo album di debutto che sta riscuotendo ovunque buoni consensi,  il festival ha virato verso sonorità nettamente più cupe e introspettive. Muovendosi lungo le coordinate di un atmospheric black metal d’impatto, il loro set ha puntato forte sulle dinamiche: le trame chitarristiche si sono alternate tra serrati arpeggi in tremolo picking e rallentamenti carichi di tensione espressiva, catartica ed eterea (con evidenti richiami ad un certo nordic folk, per fare un esempio citerei Myrkur). Gli intrecci vocali opera della cantante β e le atmosfere grigie e alienanti dei brani hanno completamente avvolto la venue: la band ha dimostrato una notevole maturità compositiva e si è dimostrata un ponte ideale tra la prima e la seconda parte della serata, caratterizzata da sonorità più violente.

​Amalekim

​Senza tirare il fiato, gli Amalekim hanno alzato vertiginosamente i battiti per minuto. Un assalto sonoro violento e diretto, dominato dalla batteria martellante di Ktulak in blast beat costante e chitarre velenose. La loro esibizione si è contraddistinta per un’aggressività viscerale e una buona tenuta del palco e l’oscurità dei temi trattati si è tradotta in una resa dal vivo serrata, dinamica e totalmente devota alla furia più cieca del genere. Una band che, forte dell’esperienza maturata sui palchi italiani ed europei, offre uno show sempre più preciso, senza errori e forte dell’alternanza fra le main vocals di Mròz e le backing vocals di Atanor e Azghâl. Una prova davvero notevole, molto apprezzata dai presenti.

​Imago Mortis

​Storica garanzia del panorama black metal nostrano e una delle realtà più longeve, coerenti e viscerali del panorama black metal nostrano, gli Imago Mortis hanno portato sul palco la consueta carica di devozione underground. Nessuna concessione alle mode recenti, nessun artefatto modernista: la band lombarda si presenta sul palco per celebrare un rituale radicato profondamente nella tradizione più pura e oscura del genere. La scaletta si è concentrata su un approccio classico, fatto di riff ortodossi e passaggi sulfurei: chitarre modellate su un tremolo picking chirurgico, sezione ritmica che macina tempi cadenzati e improvvise accelerazioni e vocals caratterizzate da uno scream denso di pathos hanno chiamato gli applausi del pubblico presente.

​Vorga

​A coronamento dell’evento, gli ospiti tedeschi Vorga hanno offerto una prestazione tecnicamente impeccabile e di un’oscurità fredda: un viaggio violento e siderale attraverso le angosce dell’esistenza e l’immensità degli spazi interstellari. La band, che sembra proprio poter essere in rampa di lancio e pronta a compiere il così detto grande salto, ha proposto il suo melodic black metal a tema cosmico ed esistenziale sfoderando una precisione esecutiva davvero chirurgica. I brani proposti, sorretti da riff di chitarra glaciali e melodie malinconiche e dissonanti d’ampio respiro, hanno trovato nella dimensione live una potenza ancora maggiore rispetto alla controparte su disco. Un set tiratissimo, valorizzato da un light show carico e d’impatto che ha amplificato l’atmosfera fantascientifica e alienante e ha proiettato la sala nel loro abisso cosmico, chiudendo la V edizione del festival tra gli applausi del pubblico, ben lieto di farsi un viaggetto sull’astronave satanica e fosforescente dei Vorga.

Organizzazione precisa, impatto acustico di alto livello e una risposta di pubblico calorosa, (benché come detto i presenti non fossero troppo numerosi), hanno confermato il Bad Moon Fest come una certezza nel circuito underground del Nord Italia.