Vothana è uno dei progetti più emblematici, elusivi e controversi dell’underground black metal contemporaneo. Formato all’inizio degli anni 2000 negli Stati Uniti (a Minneapolis, Minnesota) per mano della mente unica Lord Vô Thãn Nebulah (alias Kenny Vu), il progetto affonda le sue radici concettuali e liriche nella storia, nella politica e nella cultura del Vietnam. La ristampa del 2026 di “Biệt Động Quân / Command”o rappresenta un passaggio significativo per la discografia di Vothana, curata direttamente sotto marchio ufficiale Vothan666. A differenza delle prime tirature del 2020 questa nuova versione è stata sottoposta a un lavoro di remix e remastering dedicato. Il suono conserva la consueta matrice grezza e tagliente ma guadagna in presenza sulle basse frequenze e in definizione nel bilanciamento tra il lavoro di chitarra in tremolo e le sezioni ritmiche marziali. La ristampa si presenta arricchita da una rivisitazione del layout grafico, nuove note d’archivio e un impianto visivo ancora più nitido orientato all’estetica militare sudvietnamita. L’operazione rientra nel piano di riappropriazione e riorganizzazione del catalogo da parte del progetto, consentendo ai seguaci del black metal underground di recuperare il disco su supporto fisico senza dover sottostare ai prezzi esorbitanti del mercato secondario. A livello musicale, Vothana propone un raw black metal d’ispirazione classica fortemente incentrato sul lavoro di chitarra. Nonostante la produzione grezza e deliberatamente low fi, le composizioni sono dominate da tremolo picking estesi, linee di chitarra malinconiche ed evocative e strutture dei brani spesso molto lunghe ed articolate. Le liriche (interamente in lingua vietnamita) e la parte visiva trattano temi legati al nazionalismo vietnamita, alla guerra, alla misantropia e alla glorificazione della storia bellica. Ciò che ha reso Vothana una vera e propria entità di culto nell’underground è la sua estrema riservatezza e l’approccio rigido alla distribuzione. Per molti anni la discografia ha visto un susseguirsi pressoché esclusivo di demo in cassetta numerate a mano e distribuite in tirature ultra limitate (spesso poche centinaia o decine di copie), scambiate solo tramite canali underground, con nessuna presenza sui servizi di streaming convenzionali, interviste ridotte al minimo e un totale rifiuto delle dinamiche promozionali moderne.

“Commando” si posiziona come uno dei capitoli più spietati, diretti e concettualmente a fuoco dell’intera produzione dell’entità vietnamita/statunitense. Il titolo stesso non lascia adito a interpretazioni fuorvianti. Il disco proietta l’ascoltatore direttamente nel fango e nella guerriglia tattica che ha caratterizzato la storia bellica indocinese. La narrazione visiva e lirica si articola attorno alla figura del combattente d’élite e a un senso di disciplina militare incrollabile. Non c’è spazio per la contemplazione decadente: “Commando” è un assalto disciplinato, freddo e privo di concessioni. Musicalmente l’album riassume ed esaspera i tratti distintivi del marchio Vothana, spingendo però sull’acceleratore dell’aggressività ritmica: Vu si conferma un maestro assoluto nel creare riff in tremolo picking prolungati che riescono a essere contemporaneamente laceranti e dotati di un’epicità trionfale, quasi cavalleresca. Le chitarre tessono melodie circolari, nostalgiche ma cariche di rabbia, la batteria (martellante e scarna) lavora d’intesa con il basso per garantire un incedere marziale, il tempo oscilla tra blast beat fulminei e tempi medi perfetti per sostenere le linee di chitarra ipnotiche, la voce è un ruggito disperato e metallico, completamente affogato nel riverbero ma sempre intelligibile nel suo furore declamato in lingua madre.

Ciò che eleva “Commando” sopra la media della sconfinata produzione raw black metal contemporanea è la capacità di mantenere una tensione costante. Brani strutturati su minutaggi ampi (spesso ben oltre i 7-8 minuti) non soffrono di cali di tensione grazie alla maestria nell’inserire variazioni melodiche minime ma decisive. Il disco suona come un blocco monolitico: una volta avviato, l’ascolto richiede attenzione e un’immersione totale nella sua estetica bellica. In definitiva “Commando” si attesta come una delle testimonianze più nitide, intransigenti ed epiche del moderno black metal underground e riafferma Vothana come entità di culto incapace di scendere a patti con il tempo o con le mode del genere.









