Nokturnal Mortum – The Voice Of Steel

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Dopo tre ottimi album i Nokturnal Mortum sfornano nel 2004 “Weltanschauung” (qui la recensione) un disco che funge da spartiacque tra la prima parte della loro carriera, più black ed underground, e la seconda, più elaborata e che decreterà la definitiva esplosione della band ucraina. Se il citato “Weltanschauung” è stato un album con delle buone idee ma ancora legato ai primi lavori del gruppo, con il successivo “The Voice Of Steel” il passo in avanti è enorme e netto. Prima di iniziare a parlare delle singole songs, ciò che subito colpisce l’ascoltatore è la produzione: potente e pulita ma non patinata, perfetta per rendere al meglio l’evoluzione musicale dei nostri. Dopo la classica intro è il turno della prima traccia, la titletrack “Voice Of Steel”: la canzone è perfetta per iniziare il disco, è formata da tante strutture diverse che si incastrano l’una nell’altra; ottima la ripresa del tema iniziale negli ultimi minuti. Con la seconda traccia “Valkyrie” siamo di fronte ad una musica più veloce e molto drammatica che a metà circa rallenta per lasciar spazio ad uno stacco rock con annesso assolo, per poi accelerare nuovamente: è senza dubbio una delle tracce migliori del lotto. Raramente dopo una canzone di tale fattura ne ascoltiamo un’altra dello stesso valore e invece i Nokturnal Mortum ci sorprendono ancora una volta con l’indiscusso capolavoro del disco: “Ukraine”. “Ukraine” è perfetta: strofa incalzante, pre chorus e chorus epici e memorabili, parte strumentale e assolo melodici e orecchiabili. La ascolterete più e più volte. Siamo a metà disco ed è qui che la vena creativa inizia a scemare. Dalla quinta traccia in poi infatti assistiamo ad una brusca virata in favore della melodia che crea un netto distacco con quanto ascoltato ad inizio cd e che finisce per inficiare leggermente la qualità del disco. Intendiamoci, i pezzi sono ancora buoni e sopra la media dei dischi in circolazione, ma mi aspettavo qualcosa di più, qualcosa che i Nokturnal Mortum troveranno comunque con il disco successivo. Gli arrangiamenti di questo “The Voice Of Steel” sono ricercati, ci vuole del tempo per memorizzare tutta la musica presente (siamo ben oltre i sessanta minuti di durata!) e la band merita un applauso per quanto fatto ma dai più bravi ci si aspetta sempre il meglio. In ogni caso un ottimo lavoro.