Skuggor – Where Sun Resigns

0
555

Skuggor, un nome che a tutta prima non dice molto. La Naturmacht Productions che ci invia il promo definisce il disco “un’esplorazione evocativa di foreste oscure, di introspezione ipnotica e della profonda tristezza della luce che svanisce”. E prosegue: “immergendo gli ascoltatori in un paesaggio sonoro di melodie malinconiche e intensità grezza, l’album intreccia temi di meditazione e oscurità in un viaggio sonoro etereo che cattura l’essenza mistica della natura. Dai riff inquietanti ai passaggi ambientali coinvolgenti, invita l’ascoltatore ad abbracciare la bellezza nella tristezza e a trovare conforto nelle profondità dell’ombra”. Parole che non lasciano scampo al malcapitato scribacchino, costretto a dedicare al disco svariati e attenti ascolti per verificare se quello che si sente effettivamente coincida con l’impegnativa descrizione o se invece si tratti della consueta supercazzola che rifila l’etichetta di turno. Innanzi tutto girovagando in rete scopriamo che la band è attiva dal 2022, che questo “Where Sun Resigns” è il terzo album in tre anni e che i membri sono M., al secolo Matthew Bell, polistrumentista australiano trapiantato in Svezia, e il misterioso X. alla chitarra. E se la presentazione poteva far pensare ad un lavoro di ambient black metal, possiamo dire subito che qui di ambient ce n’è davvero poco, almeno nel senso stretto del termine, poiché la band si gioca dignitosamente le sue carte sul tavolo dell’atmospheric black metal vecchia scuola, con momenti ben riusciti che si alternano a qualche passaggio a vuoto. La componente tastieristica infatti rimane al centro delle composizioni, esaltandone appunto il lato atmosferico, mentre l’alternanza tra break di synth, blast beats e mid tempos garantisce il necessario dinamismo.

E prova ne è fin da subito l’iniziale “Writhe”, brano d’impatto dove emergono influenze che sembrano provenire direttamente da un disco come “Belus”. In effetti ci sono molti riferimenti alla discografia del Conte post scarcerazione, sia nel riffing scarno ed essenziale sia, e soprattutto, nel gustoso utilizzo dei synth come colonna portante di alcuni pezzi o come mero abbellimento in altri: basti ascoltare “Meditations Upon The Roots Of Infinity”, probabilmente il pezzo migliore del lotto, un mid tempo molto melodico e meditativo, quasi onirico, che sfocia di tanto in tanto in qualche parte veloce senza tuttavia sostanzialmente modificare la sua andatura marziale. E ancora le successive “From Crescent To Oblivion”, pezzo ossessivo e circolare di puro black metal atmosferico che potrebbe essere uscito da qualche cripta norvegese a metà anni novanta, e “For Every Wound A Hymn Of Growth”, canzone dal piglio mistico che strizza l’occhio agli Emperor del mai troppo osannato “In The Nightside Eclipse”. La seconda parte del disco invece infila alcuni pezzi che sembrano trascinarsi un po’ stancamente, non tanto per la qualità che rimane comunque discreta, quanto piuttosto per una certa prolissità e ripetitività di fondo, come se la band volesse andare sul sicuro svolgendo il proprio compito senza mai spingersi oltre.

A conti fatti “Where Sun Resigns” è un disco molto più che sufficiente, ben suonato, con una produzione che non brilla per pulizia o potenza ma risulta coerente con il genere proposto: in fondo gli Skuggor vogliono farci compiere un viaggio indietro nel tempo e ci riescono benissimo. Ciò che manca è quel guizzo di originalità, e con questa parola non intendiamo la capacità di adattarsi al momento ma quella di rendere la propria musica in qualche modo riconoscibile nell’ambito di un sottogenere davvero inflazionato. Oggettivamente però non possiamo che consigliare questo lavoro nostalgico ad ogni amante delle sonorità black atmosferiche dei tempi che furono: una buona colonna sonora per sognare foreste, castelli, montagne innevate e magari qualche creatura fantastica tra un albero e l’altro.

REVIEW OVERVIEW
Voto
69 %
Previous articleBa’al – The Fine Line Between Heaven And Here
Next articleSorceröt – Rotten Magick
skuggor-where-sun-resignsTRACKLIST <br> 1. Writhe; 2. Meditations Upon The Roots Of Infinity; 3. From Crescent To Oblivion; 4. For Every Wound A Hymn Of Growth; 5. Coma Abyss, Devour Me; 6. Time Folds Spirals; 7. Grey Mountain Of Sorrow <br> DURATA: 32 min. <br> ETICHETTA: Naturmacht Productions <br> ANNO: 2025