La Prehistoric Sounds è la piccola etichetta che G.E.F., musicista nostrano trapiantato in Finlandia e dietro ai progetti Thecodontion e Clactonian, utilizza per promuovere con uscite via tape in edizione limitata le sue release e attraverso la quale, dopo il secondo demo dei citati Clactonian, viene adesso distribuito questo “Tuchulcha / Il Ritorno Di Tuchulcha”. Si tratta del secondo vagito del progetto Veia, resuscitato dopo un lungo silenzio e con una line up rinnovata, e ci presenta un dittico di brani incentrati sulla figura di Tuchulcha, demone etrusco dell’oltretomba dalle fattezze umane ma dai capelli serpentini, becco da rapace, orecchie d’asino e grandi ali. In particolare il secondo di questi brani è ispirato a “L’Etrusco Uccide Ancora”, film del 1972 di Armando Crispino, tra le prime pellicole a trasportare gli intrecci tipici del giallo all’italiana in un’ambientazione archeologica e a tentare di unire gli stilemi caratteristici delle pellicole argentiane con elementi horror.

Concept a parte, dal punto di vista musicale ci si muove nei territori del più classico true black metal di scuola darkthroniana, del quale ritroviamo in bella mostra tutte le ben note caratteristiche, a partire dalla registrazione ronzante e cantinara fino ad arrivare al riffing ossessivo e zanzaroso, passando per lo screaming demoniaco, che non guasta mai. C’è tanta aderenza al modello di riferimento e a momenti si potrebbe perfino avere la sensazione di ascoltare qualche dimenticata bonus track di “Under A Funeral Moon” o di qualche disco di uno dei tanti gruppi che quella pietra miliare hanno cercato di imitare nel corso degli anni, con alterne fortune. E allora perché parlare di questa uscita? Innanzi tutto perché le canzoni, pur nella loro prevedibilità, sono discretamente costruite e mantengono intatto il fascino delle composizioni del tempo che fu, e poi perché hanno comunque la particolarità di mettere in evidenza alcune linee di basso (che nei Darkthrone di quel periodo era praticamente inesistente) che conferiscono al suono una certa misteriosa e oscura profondità a mio avviso in buona simbiosi con l’atmosfera generale e anche con il concept a sfondo etrusco-demoniaco.

Per quanto mi riguarda ho trovato decisamente più incisiva l’uscita targata Clactonian ma anche questo progetto Veia potrebbe rivelarsi interessante se gli aspetti che lo rendono in qualche misura personale saranno sviluppati a dovere. Vedremo cosa succederà con l’album di debutto, che dovrebbe intitolarsi “Vacal” ed è di prossima pubblicazione.









