Sarastus – Agony Eternal

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A sei anni di distanza dal predecessore “Enter The Necropolis”, “Agony Eternal” non solo segna il ritorno sulla scena dei Sarastus, con una line up totalmente nuova, ma probabilmente è anche per distacco il miglior lavoro sin qui pubblicato dalla band finlandese. Senza troppi giri di parole diciamo immediatamente che qui abbiamo a che fare con quaranta minuti abbondanti di black metal finlandese con tutti gli stereotipi del caso, velocissimo e gelido, deprimente e decadente, con una quantità di riff che si intrecciano formando il classico dedalo di melodie maledette. Il tutto sulla scia dei vari Sargeist, Horna, Korgonthurus, Sielunvihollinen e compagnia. La formazione, come dicevamo, è rivoluzionata: non c’è più Revenant alle vocals, sostituito da Galgenvot (già nei Wrang), mentre dietro le pelli troviamo l’onnipresente Anzillu (Order Of Nosferat, Curse Upon A Prayer e Iku-Turso, tra gli altri). Nonostante questo la band di Dusk non ha mai suonato così compatta e potentemente violenta come in questo caso e con “Agony Eternal” dà vita ad un disco coerente e monolitico come pochi, nel quale ogni forma di originalità è bandita ma in fondo tutto suona come dovrebbe e come ci si aspetta che accada. Atmosfere fredde e aggressività senza filtri in quello che è un concentrato di nichilismo black metal nella sua forma più cruda e paradigmatica, caratterizzato da una fisicità quasi tangibile ma comunque in grado di trasmettere quel sentore drammatico e romantico tipico della terra dei mille laghi.

L’avvicendamento dietro al microfono risulta in generale proficuo e la dinamica dei pezzi tutto sommato ne guadagna: Galgenvot, a differenza di Revenant, oltre al consueto scream acido e malvagio, inserisce piccoli momenti in clean attraverso i quali interpreta al meglio le derivazioni atmosferiche più disperate, condendo però il tutto, quasi come un infallibile metronomo, con una sequela di “uh!” degni del Thomas Gabriel Fischer più ispirato. Dettagli certamente, ma sono proprio i dettagli che permettono a un disco di questo tipo di distinguersi nel mucchio. E basterebbe ascoltare pezzi come “Metamorphosis”, che potrebbe essere studiata, se esistessero, nelle scuole di black metal melodico nord europeo, o la title track, autentico tsunami di sangue e ossa, o ancora il mid tempo di “No Horizon” o la più rockeggiante “From Pride, To Shame, To Misery” che ti prende il cervello dal primo istante con il suo riff vagamente “patinato” e orecchiabile.

Probabilmente nelle mani di musicisti meno esperti la maggior parte dei brani qui presenti avrebbe avuto una resa più anonima e piatta ma i Sarastus riescono a plasmare la melodia in maniera ineccepibile e quasi “raffinata”, pur sempre in un contesto di violenza letale in musica. A conti fatti al momento è una delle uscite più convincenti e credibili nel sottogenere di riferimento di quest’anno.

REVIEW OVERVIEW
Voto
74 %
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sarastus-agony-eternalTRACKLIST <br> 1. Gravelust; 2. Agony Eternal; 3. Towards Eternity; 4. Where Cruelty Never Ends; 5 No Horizon; 6. Metamorphosis; 7. From Pride, To Shame, To Misery; 8. Into The Lair; 9. 1644 <br> DURATA: 42 min. <br> ETICHETTA: Dominance Of Darkness Records <br> ANNO: 2025