UNHOLY DUNGEON FEST VOL. II – SLAUGHTER CLUB (MI) 29/11/2025

0
293

Il secondo Unholy Dungeon Fest si abbatte sullo Slaughter Club come un vento stregato che puzza di muffa medievale, sangue rappreso e incenso bruciato male. Nessuna concessione, nessun filtro, nessuna luce che non sia nera, un rituale serrato, cinque incarnazioni diverse di ciò che il black metal continua a essere quando rifiuta la modernità e torna a parlare la lingua delle rovine.

CORPO DI GUARDIA

I primi ad entrare in scena sono I Corpo Di Guardia, band italiana composta da cinque elementi che si fa portavoce di un culto rurale e antico,ridando vita a un medioevo fangoso e violento. L’intro “De Italia” è una sorta di richiamo alle armi; da “Theia Rex” in poi il locale assiste a una piccola cronaca di ferro e superstizioni.

Gli inediti “Il Santo E La Bestia” e “Il Canto Dell’Eretico” sono due colpi di piccone: grezzi e disadorni ma pregni di una melodia antica che scava nel cervello. “Alboinus Rex” chiude con un’aura barbarica che trascina il pubblico in uno stato di trance furiosa. Una delle aperture più sincere e marce dell’anno.

CANTICUM DIABOLI

Alle 19,40 è quindi il turno dei Canticum Diaboli, e lo Slaughter si oscura di colpo: la band trasforma lo spazio in una cappella sconsacrata. Il “Praeludium” introduce una tempesta di blasfemia e odio rituale: “Unam Sanctam” e “Putridarium” sono fendenti d’acciaio, incontaminati da compromessi. Il nuovo corso della band si sente: più feroce, più deciso, più velenoso.

“Odivi Te In Sepulchrum” è una discesa nel gelo, “Mala Anagnia” una frustata di iconoclastia. “Simoniacus” chiude il set con una violenza quasi liturgica. Black metal italiano nella sua forma più pura: senza sorrisi, senza comfort, senza pietà.

STREGA

Quando Strega appare, il festival cambia pelle. È un blackened heavy metal che sembra provenire da una dimensione parallela, dove gli anni ottanta si sono intrecciati a un grimorio stregato. “Strix Strega Strigæ” è un incantesimo immediato: melodie epiche, voce maledetta, tastiere che gocciolano veleno.

“Era Kuolemann” e “Mors Mortiys Morte” evocano scenari da dark fantasy estremo, come se una congrega di spiriti avesse preso possesso dello stage. “Ea! Y-Tar!” e “Til-Aar Hyleventïdar” ampliano il rituale con le loro formule in Arrakyan, una lingua inventata che dal vivo sembra un richiamo ultraterreno.

Una performance stregata, nel senso più letterale.

NUBIVAGANT

La discesa negli inferi arriva alle 21,30. Con i Nubivagant sul palco il tempo rallenta e lo Slaughter si trasforma in un abisso senza fondo. “Darkness Upon The Face Of The Deep” dissolve ogni distrazione: la sua voce pulita, tragica, quasi morente, è un lamento cosmico che taglia l’aria. “Endless Mourning” e “Into Eternal Night” ipnotizzano, quasi soffocano.

È un black metal che non ha bisogno di violenza: la distruzione la porta dentro. “Who Made The World” è un colpo finale di disperazione metafisica. Nubivagant non suona: evoca. Non guida: trascina. Set maestoso, annichilente.

ZMYRNA

A mezzanotte spirituale, alle 22,15, arrivano gli Zmyrna. Ed è subito buio medievale, quello vero, quello che ti guarda da dietro le pietre umide di una cripta. “Pagus Maledictus” piomba sul pubblico come una predicazione in una lingua dimenticata. I “Canticum” si susseguono come capitoli di un vangelo proibito: “Decimum”, “Quartum”, “Tertium”, blocchi di black metal ortodosso, severo, senza un filo di modernità, come scolpito nella roccia.

“Silva Obscura” è un viaggio in un bosco che non dovrebbe essere attraversato e “Canticum Duodecimum” chiude tutto con una maestosità sacrale. La band più ieratica e maledetta della serata: un finale perfetto per questa liturgia nera.

L’Unholy Dungeon Fest Vol. II non è stato un concerto: è stato un rito. Un pellegrinaggio nel cuore più oscuro del black metal, quello fedele a sé stesso, che non chiede e non perdona. Cinque band, cinque modi diversi di celebrare l’oscurità. Nessuna sbavatura, nessun cedimento. Un festival come se ne vedono pochi, destinato a rimanere impresso nella memoria di chi c’era.