Hoc Est Bellum – Filth Majesty

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“Filth Majesty” è il disco di debutto, in uscita su Time To Kill Records, dei finlandesi Hoc Est Bellum. Ardente di fame luciferina e battezzato nell’orrore nucleare, questo power trio nasce nel 2022, con base tra Helsinki e Turku, e scatena una miscela selvaggia di grindcore e caos bestiale war metal, sulla scia di Beherit, Conqueror e Blasphemy, canalizzando un suono primitivo e diretto. La loro musica prospera sull’aggressività grezza e sull’intensità ritualistica, forgiata in un’atmosfera di terrore apocalittico, ostilità satanica e visioni dell’imminente estinzione della razza umana.

L’album amplia l’approccio intransigente della band al black/death metal già in bella mostra nel primo “Demo 2023” combinando la durezza del black metal con la pesantezza fisica del death metal attraverso un suono immediato, crudo e senza filtri. Costruito su riff taglienti, dinamiche implacabili e un’atmosfera oscura e ostile, “Filth Majesty” riflette il fascino della band per il conflitto, la decadenza e gli stati mentali estremi. Dalla durata complessiva inferiore alla mezz’ora, l’album è caratterizzato da tutti i crismi che un disco di bestial black metal deve possedere: chitarre ultra distorte, sature e seppellite sotto una coltre di rumore bianco, batteria martellante su ritmiche inesorabili, voce che sembra provenire da una trincea o da un abisso sotterraneo. L’immaginario lirico è dominato, come di consueto, da tematiche di nichilismo totale, distruzione, militarismo e fascinazione per la morte ed il caos primordiale. La produzione dal canto suo è un muro sonoro abrasivo, quasi industriale nella sua freddezza, con le chitarre in distorsione costante.

Il disco si apre con un brano introduttivo intitolato “The Desolator”, che non offre affatto un facile preludio a ciò che sta per accadere. È un’esperienza sinistra e inquietante, con voci demoniache che urlano in lontananza dietro frequenze sempre più da incubo. E poi, con un rapido conto alla rovescia di piatti, la band va in guerra, passando direttamente a “Deify, Degenerate”: il ritmo accelera, la batteria impazzisce, il basso tuona, i riff sono allo stesso tempo taglienti e contorti, e urla folli sfogano la loro furia fanatica. Il resto dell’album prosegue su questa falsariga in termini di intensità.

La musica rimane caustica, violenta e devastante ma presenta cambi di dinamica, come la melodia lenta e strisciante (e disperatamente emotiva) che emerge in “Serpent Of The Black Pit” prima che il brano esploda in un folle vortice di distruzione, o le disgustose sensazioni di accoppiamento, le agonie strazianti e l’estrema intensità vocale, tra conati di vomito e gorgoglii, della perlopiù moderata “Beast Ejaculate”. Un disco che, a conti fatti, risulta un piacevole ascolto ma che pecca, o eccelle a seconda dei punti di vista e dei gusti, per le soluzioni ripetitive e derivative mettendo sul piatto tutto ciò che ci si può aspettare da questo sottogenere che fa dell’intransigenza e del suo essere monolitico la sua bandiera. L’élite dell’Anticristo si erge! This is black metal terror!

REVIEW OVERVIEW
Voto
64 %
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hoc-est-bellum-filth-majestyTRACKLIST <br> 1. The Desolator (Intro) / Deify, Degenerate; 2. Black Metal Terror; 3. Vomit Black Ecstasy; 4. Passion Of The Antichrist; 5. Blood Of The VVytches; 6. Nightside Necromancy; 7. Winds Of Decay; 8. Serpent Of The Black Pit; 9. The Goatborn Ones; 10. Beast Ejaculate / Spiral Of Sodomy (Outro) <br> DURATA: 29 min. <br> ETICHETTA: Time To Kill Recdords <br> ANNO: 2026