Alcuni dicono che l’Italia sia l’ombelico del mondo… geograficamente potrebbe non essere vero ma è senz’altro vero che siamo una nazione incredibilmente ricca di storia. Ogni singolo paese, anche il più piccolo, ha le sue vicende da raccontare, ogni pietra posata ha visto e vissuto eventi significativi, spesso dimenticati. Il disco che ho in cuffia è per l’appunto un concept assai documentato che narra avvenimenti storici di rilievo accaduti nel territorio del Frignano, un’area montana situata nell’appennino emiliano-romagnolo, in provincia di Modena. “Memoria Mortuorum” è il debut album dei nostrani Impious Vesper ed è un lavoro in cui testi e musica sono inestricabilmente collegati gli uni all’altra, un’opera radicata nei culti montani e nelle leggende che attraversano centinaia di anni di vicende locali, dove ogni singola traccia scolpisce una pagina con grande trasporto emotivo. Il black metal si dimostra ancora una volta la colonna sonora ideale per enfatizzare questo genere di narrazione. La macchina del tempo balza indietro di quasi cinquecento anni con l’opener “Purificatio – 1539”, un canto dedicato a Orsolina di Sassorosso marchiata come strega e consegnata all’ottuso giudizio delle gerarchie ecclesiastiche: un’autentica mazzata, feroce, brutale, nella quale il dolore e la violenza dell’esecuzione, che segnano la fine di una vita, convivono con la dolcezza del riposo eterno in una dicotomia solo apparente. L’efficacia dell’approccio narrativo del singer Nefastvm e soci emerge in questo primo episodio che incarna l’immaginario oscuro del periodo inquisitorio, e segna un’evidente crescita compositiva rispetto al demo “Fiamme E Corvi” uscito circa cinque anni fa, da cui pure sono ripresi un paio di pezzi qui presenti.

Il vero cuore concettuale della produzione è rappresentato però dalla quadrilogia “Narratio – De Excidio Friniatium”, incentrata sulla caduta dei Liguri Friniati ed il loro inevitabile sacrificio contro il nascente impero romano. Quattro composizioni elagiache e drammatiche al tempo stesso, intrise di grande pathos emotivo, nelle quali il quartetto italiano esprime un black metal di alto livello qualitativo, dove un certo piglio poetico si fonde con la più classica e ruvida crudeltà musicale: frangenti veloci, carichi di violenza e ferocia si alternano a suadenti e melodiche sezioni strumentali di matrice quasi operistica; ed è ammirevole soprattutto la naturalezza con la quale la band riesce a dare corpo al risvolto sentimentale ed emozionale di quei cupi momenti di tragedia e morte. Gli ultimi due brani invece si discostano, a livello puramente concettuale, dalle vicissitudini prettamente storiche e si collocano in un contesto più spirituale, etereo e dal sapore ancestrale, focalizzandosi su locali tradizioni pagane e su un sound che in quest’ultima parte si fa più epico, con la ferocia della battaglia che sembra cedere il posto a visioni sacre e divine.

Amici lettori, questo è un disco che merita senz’altro la vostra attenzione, sia per il concept inteso come tale sia per la capacità di scrittura e l’efficace arrangiamento dei brani. La ricerca e l’impegno degli Impious Vesper nel far rivivere accadimenti storici radicati nel proprio territorio conferisce valore aggiunto a quella che possiamo definire una vera e propria opera black metal, da gustarsi fino all’ultima nota. E se questo è il debut album tutto fa ben sperare per l’uscita del loro prossimo lavoro!









