Nocturnal Departure – Spiritual Cessation

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Se c’è puzza di luridume nero in svariate forme è assai probabile che ci sia lo zampino della Hells Headbangers. È proprio l’etichetta statunitense a presentarci infatti la terza fatica sulla lunga distanza dei Nocturnal Departure, quartetto canadese dedito di base a un raw black metal molto tradizionale e classicamente anni novanta, tuttavia ben concepito e suonato, che lascia emergere varie influenze sottotraccia e mette in mostra una varietà compositiva che rasenta l’eleganza (pur sguazzando allegramente nel grezzume). La band capitanata dal cantante e chitarrista Funeror e dalla bassista Illartha ha infatti raffinato nel corso degli anni una proposta tutto sommato canonica che già nei precedenti “Cathartic Black Rituals” e “Clandestine Teurgy”, pubblicati rispettivamente nel 2019 e nel 2022, era declinata in maniera abbastanza personale, con abbondanti e fluidi cambi di tempo (da serrati blast beats a ritmi ipnotici, passando per il classico tu-pa tu-pa), gran varietà nel riffing e un piglio decisamente dinamico, che si potrebbe definire a suo modo quasi “progressivo”. Questi elementi li ritroviamo all’ennesima potenza in questo nuovo “Spiritual Cessation”, che sembra segnare un’estremizzazione del peculiare approccio della band, forse riconducibile in parte anche all’ingresso dei due nuovi arrivati, Folterer alla chitarra e Hexzul alla batteria, che hanno fornito il loro contributo alla stesura dell’album.

Immaginate un black metal ancorato alla lezione dei vecchi Darkthrone, con più di un riferimento all’impostazione lisergico-psichedelica di certo metallo nero a stelle e strisce dei primi anni duemila, melodie sinistre in stile Sargeist che si insinuano nel marasma sonoro e un’atmosfera inquietante e morbosa vicina per certi versi a quella evocata dai connazionali Spectral Wound e Nächtlich, senza tralasciare qualche ruvido e primitivo rigurgito belluino che rimanda direttamente alla furia cieca di Ildjarn. Se l’avete immaginato allora vi siete fatti un’idea del sound targato Nocturnal Departure.

Che di per sé non ha nulla di eccezionale o sorprendente ma riesce a mescolare queste sfumature in maniera molto naturale, anche all’interno di un singolo pezzo, risultando così del tutto compatto e coerente, ben lungi dall’essere uno di quei minestroni indigeribili e confusionari che violentano le nostre orecchie quando varie reminiscenze stilistiche non sono amalgamate a dovere. Incorniciato da una suggestiva copertina, realizzata da Greallach Arts, che sembra quasi riprodurre lo stille delle incisioni di Gustavo Dorè, “Spiritual Cessation” è un album che difficilmente potrà deludere gli amanti del black metal old school, che in questo caso non fa rima con revival fine a sé stesso ma con riproposizione quanto più possibile variegata di stilemi ben noti. Vista la media qualitativa delle uscite attuali, avercene di dischi così.

REVIEW OVERVIEW
Voto
71 %
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nocturnal-departure-spiritual-cessationTRACKLIST <br> 1. Spiritual Cessation; 2. Chthonic Upheaval; 3. Altars Of Evocation; 4. Malefic Requiem; 5. Deathcraft Majesty; 6. Vanity In Bloodshed; 7. Torch Of Dedication; 8. Mental Abyss <br> DURATA: 35 min. <br> ETICHETTA: Hells Headbangers <br> ANNO: 2026